Zaia vuole una stretta più dura: «Stop a passeggiate»

Il presidente del Veneto al governo: «Decreto scade il 25 marzo, reiterarlo». E sugli inglesi: «Sbagliano con immunità di gregge, alla fine conteremo i morti»

«E’ necessario inasprire le misure restrittive previste dal decreto della scorsa settimana: quindi bisogna andare alla chiusura dei centri commerciali la domenica e soprattutto stop alle passeggiate nei parchi cittadini». E’ quanto chiede il presidente del Veneto, Luca Zaia al governo. «Bisogna stare a casa e le passeggiate in solitaria all’aria aperta non si possono trasformare in passeggiate di massa come è successo ieri in molti parchi e piste ciclabili del Veneto. Il 25 marzo scade il decreto, deve essere reiterato e bisogna costruire un provvedimento ancora più restrittivo perchè la mia libertà finisce dove inizia la tua, quella del mio vicino di casa. Anch’io sono uno che ama correre, e va in campagna dove non troverei nessuno. Ma non ci vado più».

«Se continua così le previsioni ci danno fino a 400, 500, 600 persone in terapia intensiva: per questo bisogna inasprire le misure restrittive attuali che non bastano. Non voglio neppure pensare a cosa possa accadere con la cosiddetta “immunità di gregge”. Gli inglesi organizzano le maratone ed è sbagliato. Se qualcuno pensa che questi siano dei bei segnali alla fine faremo la conta dei decessi e degli strascichi lasciati», conclude Zaia ricordando che «A Vo’ abbiamo fatto i tamponi a tutti e adesso è il posto più sano d’Italia. E’ la prova provata
che il sistema dei tamponi funziona. Qui c’erano i primi 2 casi, abbiamo fatto i tamponi a tutti, anche se i professoroni dicevano che era sbagliato: 3000 tamponi, abbiamo trovato 66 positivi, li abbiamo isolati 14 giorni, e alla fine c’erano ancora 6 positivi. Così abbiamo chiuso la partita».