Acque Chiampo, vittoria di Arzignano. Ma ora si apre la partita in Arica

La mossa contro Pellizzari centrata a metà: l’ex consigliere delegato della società idrica ha effettuato le nomine nel consorzio che gestisce gli impianti di depurazione. Retroscena di uno scontro senza fine

Arzignano, obiettivo centrato: Acque del Chiampo da venerdì scorso ha un nuovo consiglio di amministrazione (scelto dall’assemblea, in tempi di Coronavirus, con i sindaci presenti o collegati via internet). I 10 comuni della società della Valchiampo hanno confermato presidente il leghista Renzo Marcigaglia (padre del vicesindaco di Arzignano Enrico Marcigaglia), l’unico componente della governance che non si era dimesso ma che soprattutto aveva ancora la fiducia del socio di maggioranza, Arzignano (52%) che con Altissimo e Nogarole aveva chiesto la revoca dell’intero cda. Con Marcigaglia sono stati nominati il vicepresidente (leghista doc) Guglielmo Dal Ceredo e tre consiglieri, tutti imprenditori: due del settore conciario, Luca Pretto (automotive) e Marzia Fochesato (pelletteria), e Santina Volpato (settore gioielli). Si è risposto così alla richiesta, emersa più volte, che il mondo industriale fosse più rappresentato nella società che gestisce il ciclo integrato dell’acqua, depurazione in primis.

Tra Acque del Chiampo e Arica

A votare il cda sono stati 8 sindaci su 10: assente Lonigo, astenuto Montorso. Insomma, alla fine praticamente tutti allineati. Anche S. Pietro Mussolino, che nel momento dell’aperta sfiducia di Arzignano verso il consigliere delegato Andrea Pellizzari (Forza Italia), si era schierato apertamente con quest’ultimo (ed era stato da Pellizzari confermato in Arica, il consorzio che gestisce il collettore delle acque di Arzignano, Montecchio, Montebello, Trissino e Lonigo). Arzignano, affiancato da Altissimo e Nogarole nella sfiducia al cda, è arrivato ad avere un’ampia condivisione, tra sindaci e industriali. E ora attende di risolvere la questione proprio in Arica. Il sodalizio tra l’ex sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin e Pellizzari, portato nel cda di Acque del Chiampo tre anni fa dal primo, è andato in pezzi anni fa, non solo sul piano politico ma anche personale. Pellizzari non godeva più anche della fiducia dell’attuale amministrazione di arzignanese. E quindi per Arzignano era l’obbiettivo duplice: primo, farlo fuori dalla società di via Ferraretta; secondo, sbarrargli la strada all’ingresso in Arica, dove spettavano proprio a Pellizzari (per il 50%) le nomine del nuovo cda in cui si sarebbe anche potuto autonominare. Per questo Arzignano, con Altissimo e Nogarole, aveva sfiduciato il cda di Acque del Chiampo a pochissimo del rinnovo della governance del consorzio Arica.

Resta aperta la partita in Arica

Mossa riuscita in parte. Pellizzari non si è proposto in Arica ma ha provveduto comunque alle nomine, confermando per un anno il cda uscente, nonostante la diffida di Arzignano, Altissimo e Nogarole. I tre comuni volevano un rinvio per poter nominare prima il nuovo cda di Acque del Chiampo e poi scegliere la governance di Arica. Pellizzari invece, insieme al vicepresidente Anna Bertazzoni e ai consiglieri Vania Molon e Luisa Nardi, si è dimesso da Acque del Chiampo soltanto dopo le nomine in Arica. Per questo la partita non è chiusa. Perchè se in Acque del Chiampo ora c’è un cda voluto da Arzignano e condiviso con gli altri comuni soci, non è così per Arica. Dove le scelte sono state fatte (per il 50%) da Pellizzari come ultimo atto da consigliere delegato di Acque del Chiampo. Ma il sistema nomine è destinato a cambiare. Non è un caso infatti se tra i punti principali delle linee guida dettate dai sindaci di Acque del Chiampo al nuovo cda ci sia la revisione dello statuto sociale, in particolare su nomine e revoche degli enti collegati. Perchè sono i sindaci soci di Acque del Chiampo a voler scegliere, evitando che sia un consigliere delegato a nominare metà del cda di Arica. E poi, nelle direttive, si parla di massima trasparenza, di semplificazione e di contenimento delle spese di rappresentanza e celebrative (contestate nell’ultimo periodo a Pellizzari). ll comune di Arzignano attende di valutare, con i legali, come procedere in Arica. Potrebbe esserci un ricorso. Se in Acque del Chiampo la partita si è chiusa, in Arica è ancora tutta da giocare.