Appello di Sgarbi, Taormina & C: «Il popolo italiano ha diritto alla messa»

Una petizione on line lanciata a Italia Futura per chiedere che vengano impartiti i sacramenti, «in particolare l’estrema unzione e la carestia»

Una petizione firmata da Vittorio Sgarbi, Marcello Veneziani, Marco Tosatti, Massimo Viglione, dall’avvocato Carlo Taormina e da altri, tra professionisti e politici, per chiedere che vengano assicurati nuovamente, ai cattolici praticanti, i sacramenti.

«Da semplici cittadini, praticanti e non la fede cattolica, ci rivolgiamo alle più alte Istituzioni che dirigono, politicamente e spiritualmente, il territorio italiano, affinché gli elementi costitutivi della Fede Cattolica, vale a dire i Sacramenti, e in particolare l’Estrema Unzione e l’Eucarestia all’interno della Santa Messa, continuino a essere liberamente impartite, pur nel rispetto delle misure messe in atto dal Governo.

Con le dovute precauzioni è possibile conciliare il rispetto delle norme sanitarie con il rispetto del diritto alla libertà di culto. Il clero può e deve avere la stessa libertà di azione dei medici: la cura dell’anima deve perlomeno equivalere a quella del corpo. In particolare dolorosissima risulta essere al popolo italiano la mancanza dei conforti religiosi nel momento della gravissima malattia e della morte come anche il mancato seppellimento dei propri cari al cimitero.

In nessuna epoca storica, in nessuna epidemia, in nessuna guerra, Roma e l’Italia conobbero mai un’eclissi tale del volto di Cristo.

Chiediamo pertanto il ripristino dei superiori e prevalenti “diritti di Dio” (e di conseguenza dell’uomo) in questo momento messi in “quarantena” ».

La petizione, lanciata da Italia Futura, il laboratorio politico ideato da Luca Cordero di Montezemolo nel 2009 (e che ha lasciato nel 2014) e che ha tra i suoi componenti Carlo Calenda, ha raccolto 1500 firme su 200 in poche ore.

(Ph screenshot Telefriuli)

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