Acciaierie, Fiom Vicenza: «Chiudano tutte»

L’appello del sindacato metalmeccanici della Cgil: «Dentro le fabbriche sta crescendo la paura». La situazione degli scioperi

Qui c’è in gioco la vita delle persone, non è uno scherzo, è una situazione molto seria e preoccupante”. E’ netto il segretario generale della Fiom-Cgil di Vicenza, Morgan Prebianca, nell’affrontare il tema del coronavirus all’interno delle aziende. “Per noi è chiaro: prima di tutto viene la salute dei lavoratori – afferma -, eppure è una situazione che molte le aziende non vogliono affrontare perché privilegiano il business. Abbiamo chiesto di applicare tutti gli standard di sicurezza previsti dai decreti e siamo impegnati a far rispettare alla lettera il protocollo firmato da Cgil-Cisl-Uil, Confindustria sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

“Ma dentro le fabbriche – prosegue – cresce la paura. I lavoratori ci dicono che il virus non si ferma ai cancelli, temono di essere eventualmente contagiati e di portarlo poi a casa, dalle loro famiglie e dai loro figli. Si sono verificati dei contagi dentro le fabbriche. Ecco perché stiamo chiedendo incessantemente alle aziende di fermarsi, di capire i timori e di procedere con la sanificazione. Alcune hanno accettato, altre no. In questi ultimi casi abbiamo proclamato lo sciopero, non c’è fatturato o profitto che valga una vita umana”.

Chiuso per virus

E sono tante le aziende che, ad oggi, hanno deciso di fermare momentaneamente l’attività, anche quelle più grandi. La Campagnolo di Vicenza, terrà chiuso per una settimana. In Valbruna, dopo lo sciopero di un giorno, da ieri 17 marzo e fino al 23, rimarrà chiusa in cassa integrazione. Chiuse anche Vitas Valvitalia di Brendola, Inglesina di Altavilla, Salvagnini di Sarego, Forgital di Velo d’Astico, Laverda di Breganze, Ferretto Group e Beltrame di Vicenza, Scm di Thiene, Omera di Chiuppano, Cb Trafilati di Tezze Sul Brenta, Tommasi Romildo di Castelgomberto. E’ stato dichiarato lo sciopero, invece, alla Nidec Cima e anche Meccalte di Creazzo, in Abczeta di Costabissara, Marelli Motori di Arzignano e Siderforgerossi di Arsiero.

“Per dare un’idea di quanto sia grande il timore – aggiunge Prebianca – sono stati addirittura organizzati scioperi spontanei in piccole imprese, dove i lavoratori sono usciti in cortile per paura. Chiediamo ufficialmente alle aziende di fermarsi per uno stop momentaneo. Tutto ciò darebbe più tranquillità e sicurezza a chi lavora al loro interno”.