Appello dei corrieri: «Basta comprare cazzate online, anche noi abbiamo paura»

«Io sono d’accordo a consegnare beni di prima necessità come cibo e medicinali. Ma se guardo nel mio furgone ora vedo trucchi, vestiti, scarpe, robot da cucina…»

«Anche noi abbiamo paura di prendere o diffondere il Coronavirus: basta comprare cazzate. Fermate la vendita online di prodotti superflui». E’ questo l’appello dei corrieri raccolto da Le Iene. La testimonianza di uno di loro: «Tra le varie consegne che devo fare oggi vedo trucchi, abbigliamento, magliette, scarpe, un robot da cucina. Chiedo alla gente di avere rispetto e ordinare solo i beni di prima necessità. Dopo la quarantena abbiamo avuto un aumento del lavoro allucinante. E nessuno sta dicendo che non dobbiamo lavorare, chiediamo un momentaneo stop delle merci che non siano di prima necessità. Andare in giro a scambiare pacchi con 100 persone al giorno non ha senso se è per beni superflui».

«Non concepisco le stupidate che la gente si compra su internet in questo momento. Non ce l’ho con la mia ditta, ma con il decreto, che avrebbe dovuto salvaguardare chi non consegna beni di prima necessità. In questo momento si dovrebbero limitare le vendite di alcuni prodotti, quelli non necessari, ovvero che non siano cibo o medicinali. Potremmo anche allargare i beni necessari agli elettrodomestici, ma in questo momento, in cui tutti devono stare in casa, cosa me la compro a fare la magliettina e l’abito da sera? Ok, la userò in futuro, ma allora non posso aspettare un attimo? Su dieci cose che ho in furgone due saranno beni primari, e otto stupidaggini».

(ph: shutterstock)

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