«Coronavirus, da tempo in Pianura Padana non si vedeva aria così pulita»

Vallini, docente di Microbiologia agraria all’università di Verona: «Questi risultati dovrebbero spingerci a cambiare passo una volta che tornerà tutto alla normalità»

Dalle misure adottate per il contenimento del contagio a trarne vantaggio è senza dubbio l’aria che respiriamo, più sgombra dagli inquinanti per via della riduzione degli spostamenti e dei turni di lavoro nettamente ridotti nelle aree industriali. E se vi è una parte d’Italia che maggiormente giova di questo risultato quella è la Pianura padana, una tra le aree più inquinate d’Europa.

Ad affermarlo è Giovanni Vallini, docente di Microbiologia agraria nel dipartimento di Biotecnologie dell’ateneo veronese che sostiene: «L’Italia registra un crollo del traffico veicolare, ma anche delle attività produttive, tanto che le emissioni hanno subito una netta riduzione. Di conseguenza, l’aria è tornata ad esser “pulita” come forse non si vedeva da tempo». A confermare quanto dichiarato dal professore le immagini catturate dai satelliti e «in particolare, i dati inviati dal Copernicus Sentinel-5P dell’ESA (European Space Agency), che rivelano il declino dell’inquinamento atmosferico, legato soprattutto alle emissioni di biossido di azoto».

Certamente un dato positivo ma, secondo lo stesso docente, destinato a regredire quando il Paese ritornerà ai suoi ritmi frenetici. I risultati sinora registrati però, conclude Vallini: «dovrebbero spingerci adesso, che ci accorgiamo quanto il traffico veicolare ammorba le nostre vite, ad una riflessione per scelte strategiche di cambio di passo e durature in termini di contenimento degli impatti ambientali per uno sviluppo sostenibile nei fatti e non solo nelle buone intenzioni».

Fonte: Adnkronos

ph: shutterstock

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