Anci Veneto: «Non ci sono solo le imprese. Governo aiuti anche i Comuni»

Conte, presidente regionale dell’associazione, critica il “Cura Italia”: «Ci vuole una terapia shock, non un’aspirina»

Il Presidente di Anci Veneto, Mario Conte, interviene per commentare il “Decreto Cura Italia” pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale: “mi auguro che questo rappresenti un punto di partenza e non un punto di arrivo. Ai territori serve una terapia shock e non un’aspirina che è sufficiente solo a curare un raffreddore di breve durate. Qui le conseguenze sono già pesantissime in termini di posti di lavoro, di turismo e di ricadute sociali sulle comunità. Servono misure di sistema e con una visione di lungo periodo e non dal fiato corto come quella emanata dal Governo che serve solo a tamponare l’emergenza”.

“L’onda lunga di queste emergenza si sentirà nei prossimi mesi e rischia di mettere in ginocchio i Comuni“. “Noi sindaci siamo consapevoli della necessità del Decreto di tutelare cittadini ed imprese, ma non vanno dimenticati i Comuni. Nel metodo come sempre il Governo non ci ha coinvolto e ascoltato, ma nei contenuti non può far finta di vedere che le amministrazioni comunali stanno sacrificando ogni singolo capitolo di spesa per far fronte all’emergenza. Senza risorse e senza interventi per i Comuni uscire dall’emergenza e ripartire sarà impossibile e saremo costretti a tagliare nei prossimi mesi servizi essenziali come mense, scuolabus, aiuti agli anziani ed alle famiglie e non avremo nemmeno risorse per gli investimenti fondamentali e prioritari per il rilancio delle nostre città sotto ogni punto di vista ad iniziare, per esempio, dal turismo “, avverte.

Nel decreto per gli enti locali c’è pochissimo, soprattutto dal punto di vista finanziario per far fronte a minori entrate e maggiori spese. Anche la norma sulla sospensione dei mutui (art. 112) ha
effetti molto limitati come ha già evidenziato anche il presidente di Anci Nazionale Antonio Decaro con la nota di stamattina – e conclude – Non siamo qui a lamentarci i sindaci non lo fanno mai e lo testimonia il fatto che siamo in prima linea al fronte, ma non si può escludere dal “Cura Italia” i Comuni che sono il livello di governo più vicino ai cittadini e che nei prossimi mesi rischiano di rimanere malati e senza risorse. Al Governo chiediamo attenzione e considerazione la ripartenza parte da noi. Non vogliamo attestati di stima o elogi pubblici, ma strumenti per rispondere e stare a fianco delle nostre comunità. Se chiudono i Comuni, chiude l’Italia”.

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