«Verona non ce la fa coi rifiuti e va a Padova. Presto nuovi inceneritori»

La denuncia di Bertucco, consigliere di Verona e Sinistra in Comune: «Arrivata la terza proroga ai bacini Nord e Città»

«La Regione accorda ai bacini dei rifiuti di Verona Città e Verona Nord la terza proroga consecutiva (dopo quella di settembre 2019 e di dicembre 2019) nel giro di meno di un anno per continuare a conferire i rifiuti che non riesce a smaltire alla discarica tattica di Sant’Urbano a Padova». Lo rende noto Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, con una nota dove afferma che il provvedimento non farebbe mistero «delle inerzie e delle incapacità veronesi» come quando viene sottolineato che «nel corso di questi ultimi mesi i Consigli di Bacino hanno svolto vari incontri, volti alla sottoscrizione di un documento d’intesa finalizzato a perseguire gli obiettivi di autosufficienza impiantistica, di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani del proprio territorio ma che tali incontri non hanno portato ancora ad un accordo tra i Consigli di bacino veronesi». Viene inoltre specificato che la richiesta è «finalizzata a scongiurare il possibile insorgere di problematiche igienico-sanitarie conseguenti alla mancata gestione dei rifiuti urbani prodotti nel proprio territorio».

Nel provvedimento si fa riferimento anche al sindaco di Sant’Urbano che ha «constatato il protrarsi della situazione di emergenza dovuta al mancato accordo tra i Consigli di Bacino veronesi, trasformando, di fatto, il ricorso alla discarica di S. Urbano non a situazioni temporanee ed eccezionali dovute a cause non prevedibili, ma invece a modalità ordinarie di gestione dei rifiuti non più condivisibili, esprimendo pertanto la richiesta che la proroga dei conferimenti presso la discarica “tattica” regionale, sia temporanea e limitata a un periodo non superiore a due mesi». Bertucco bacchetta anche la regione: «Anziché spronare i bacini inefficienti a mettersi in regola, prospetta un cambio di regole che potrebbe trasformarsi in un pericoloso liberi tutti: “E’ stato richiesto a tutti i Consigli di Bacino del Veneto, di presentare entro il 20.03.2020 anche una programmazione del proprio bacino volta a definire i fabbisogni territoriali di recupero e smaltimento, nonché l’eventuale necessità di intervenire sulla pianificazione regionale”».

«Quali saranno i cambiamenti richiesti dai bacini veronesi? – si chiede infine Bertucco -. Facile pensare a nuovi inceneritori. Intanto nel veronese si conferma in essere l’ennesima emergenza figlia non della natura matrigna ma dell’incapacità di attuare politiche efficaci per la differenziazione dei rifiuti e per ridurre la loro produzione».