Giornata mondiale della poesia, poeti veneti da leggere

Sabato 21 marzo si celebra la giornata mondiale della poesia, istituita dall’Unesco nel ’99. La poesia è vita, e si celebra assieme alla Primavera. Di seguito 5 poeti veneti consigliati per questa giornata, da leggere o rileggere.

Andrea Zanzotto

L’intellettuale e artista trevigiano coniò l’attualissimo termine socio-economico «progresso scorsoio», per indicare un’industrializzazione che porta il benessere ma opprime la natura e quindi finisce con il soffocare anche l’uomo, collaborò con Fellini e con l’attore Marco Paolini, scrisse moltissime poesie in dialetto. E lo fece non, come talvolta accade (è il caso per esempio di Pasolini), da giovane, per “farsi gli ossi” come si dice, ma in tarda età, all’interno di un processo di riscoperta delle proprie origini e quindi della lingua madre, il petèl. Oltre a ciò fu uno dei maggiori protagonisti della scena poetica italiana per almeno tre decenni, dagli anni ’50 ai ’70.

Giacomino da Verona

È un bel salto all’indietro ma quest’autore non va assolutamente sottovalutato. In primis perché le sue opere sono utili al dibattito sull’esistenza o meno di una lingua veneta (alcuni suoi vocaboli sono tutt’oggi in uso in Veneto), e “in secundis” perché il suo “De Babilonia civitate infernali” fu molto letto a Firenze divenendo fonte di ispirazione per un certo Dante Alighieri.

Diego Valeri

Il prof padovano di Piove di Sacco, oltre che traduttore, fu autore di raccolte poetiche di ispirazione pascoliana e dannunziana che parlano della natura e rappresentano una sorta di resistenza alla dirompente modernità delle varie Avanguardie. Scrisse anche versi per bambini.

Giacomo Noventa

Lo scrittore veneziano, da alcuni apprezzato soprattutto come polemista, ha un’impostazione classica e lega la sua poetica al suo cattolicesimo. Tra le sue raccolte liriche in dialetto va ricordata “Portème via…”.

Fabio Franzin

Nato a Milano, ha deciso di dedicarsi alla poesia nella lingua parlata  tra Oderzo e Motta di Livenza, cioè nel Trevigiano. Nel 2009 ha dedicato un intero poemetto al mondo operaio, Fabrica.

Romano Pascutto

Poeta e partigiano originario di San Stino di Livenza, pubblicò le sue opere alcuni anni dopo la fine della guerra, durante la quale fu anche prigioniero. Alcune sue raccolte sono “Storia de Nane”, “Tempo de brumesteghe”,
“Nostro tempo contato”,  “L’ angelo di ferro”, “L’acqua, la piera, la tera”.

Virgilio Giotti e Biagio Marin

Anche se non sono veneti bensì friulani, questi due poeti inseriti da Pier Vincenzo Mengaldo  nella sua importante antologia “Poeti italiani del Novecento” hanno scritto poesie in una lingua che tutti i veneti possono agevolmente comprendere e meritano senz’altro una lettura.

 

 

 

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