Coronavirus, Provenzano chiede aiuti per lavoro nero

Il ministro per il Sud parla dell’emergenza nel Meridione: «Abbiamo due settimane di vantaggio sul contagio: usiamole»

«Se l’epidemia fosse scoppiata al Sud sarebbe stata un’ecatombe. Non lo dico con sollievo, ma con rabbia. È il frutto del disinvestimento nella sanità pubblica, di alcune degenerazioni regionali, della scelta di puntare sul privato». Lo dice il ministro per il Sud e la coesione territoriale nel Governo Conte Peppe Provenzano al ‘Corriere della sera’.

«Al Sud abbiamo due settimane di tempo in più, perché il virus si è diffuso dopo. Non dobbiamo sprecarle: il distanziamento va applicato con la massima cura e intanto dobbiamo ampliare la disponibilità di letti in terapia intensiva – dice il ministro per il Sud che poi sottolinea – Se la crisi si prolunga dobbiamo prendere misure universalistiche per raggiungere anche le fasce sociali più vulnerabili: le famiglie numerose, oltre a chi lavorava in nero. Non basta la cassa integrazione in deroga per gli artigiani. – e prosegue -L’Italia non può finanziare illimitatamente a debito questa crisi. Per uscirne abbiamo bisogno di un piano europeo di investimenti coordinato. Ecco perché gli eurobond o un uso del fondo salvataggi Mes depurato da ogni condizionalità».

(Ph Imagoeconomica)

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