Zaia: «Preoccupati per cluster Verona, paga vicinanza a Brescia»

Il punto stampa del presidente del Veneto: «Siamo in emergenza respiratori, abbiamo predisposta la confisca di quelli negli studi veterinari». E annuncia l’ingresso in squadra del professor Palù

Luca Zaia fa il punto della situazione ad oggi, martedì 24 marzo, nella consueta conferenza stampa. Il presidente del Veneto esordisce con un allarme: «Arriveremo a un punto che se la curva dei contagi non si ferma non avremo più letti per i pazienti. Dobbiamo creare nuovi posti in terapia intensiva». La situazione respiratori è critica: «Ne abbiamo chiesti 200 al governo, dopo un mese ne sono arrivati 50. Per questo abbiamo predisposto la confisca dei respiratori negli studi veterinari. Sono tutti per uso umano, i tubi sono rapportati alle anatomie animali ma sono funzionanti, in via prudenziale stiamo raccogliendo anche quelli».

Zaia ha parlato anche delle misure restrittive: «Dobbiamo continuare, non le tirerò via. Voglio ringraziare i cittadini veneti per il loro sacrificio. Voglio anche ringraziarli per le donazioni. Tra l’altro mi sono stati annunciati versamenti grossi nei prossimi giorni. Al momento le donazioni vanno verso i 10 milioni di euro e a breve li supereremo. Ne abbiamo bisogno». Il presidente ha commentato così la situazione delle terapie intensive: «In questo momento non sono in sofferenza ma siamo molto preoccupati per il cluster di Verona. Fino ad oggi è stata la Cenerentola del Veneto ma paga anche la sua vicinanza a Brescia. Ribadisco la mia totale indisponibilità all’attracco di navi in Veneto: purtroppo non siamo in grado di curare pazienti in più, non possiamo garantire cure a nessuno in questa fase, non ce la facciamo. Se arriva una nave con malati covid rischia di diventare una bomba di contagio ingestibile». Per quanto riguarda i tamponi «nel progetto di Crisanti è previsto anche un campione casuale. Finché facciamo tamponi ai contatti del positivo il dato non è rappresentativo, se facciamo campioni in strada il campione è molto più rappresentativo». L’ultima novità di oggi: «Il virologo Giorgio Palù fa parte della nostra squadra e cercherà di capire come si comporta il virus, dandoci indicazioni preziose nel durante e nel post epidemia. Deve dirci come si comporta, isolarlo, per riuscire a bloccarlo. Palù è un virologo di fama mondiale, ed è già al lavoro».

Sull’ok di Aifa sulla sperimentazione Avigan, Zaia ribadisce la sua soddisfazione: «Mi dispiace delle parole di alcuni scienziati. Se hai evidenze scientifiche che non funziona mettile sul tavolo e noi ci fermiamo. Se invece non hai evidenze si fa la sperimentazione e si vede, punto. Ci fate anche risparmiare soldi così».

Zaia è apparso piuttosto nervoso soprattutto sulle domande dei giornalisti riguardanti le mascherine made in Veneto: «Abbiamo 216 morti e c’è qualcuno che vuole star qui a disquisire su questo fatelo, io non ho tempo da perdere. Mettetevi nei panni di chi non le trova. Si dice che a caval donato non si guarda in bocca. Evidentemente chi ha la pancia troppo piena può guardare in bocca al cavallo».