Emergenza Coronavirus, Sardine sparite? «No, abbiamo un piano»

Santori attacca Salvini «lo sciacallo che torna a farsi vivo ad ogni crisi». Poi dice no ai droni e al controllo del telefono: «Siamo una democrazia, basta dire alla gente di stare a casa e loro lo fanno»

«Noi ci siamo, siamo a disposizione delle istituzioni per dare una mano nell’emergenza». Queste le parole di Mattia Santori in risposta a chi dice che le Sardine sono sparite nel momento del bisogno. Invece il leader del movimento assicura che esiste una strategia a due tempi: «Nel breve termine, puntiamo a dare il più possibile una mano, ci sono tanti di noi in contatto con le istituzioni locali, tante persone che stanno entrando in rete, nelle diverse località. E’ il momento della solidarietà, abbiamo fatto una nostra raccolta di fondi e oggi daremo alla protezione civile la prima tranche di quanto ricevuto per acquistare presidi sanitari. Poi – aggiunge – c’è la seconda fase, il dopo, il momento in cui dovremo ricostruire, sia dal punto di vista economico, che sociale e la nostra grande paura è la nuova ondata di rabbia e paura che potrebbe crescere, visto che già prima questi sentimenti avevano influenza nella politica italiana. Dobbiamo fare in modo che a questa nuova rabbia e paura ci sia una alternativa, data dalla speranza, dalla solidarietà».

Parlando del governo Conte, Santori dice: «La crisi che stanno affrontando nessuno l’ha mai affrontata, dal dopoguerra in poi. Bisogna avere umiltà, c’è chi ha responsabilità maggiori. La cosa che cambia tra un cittadino normale e chi invece governa è che chi governa, mentre lavora per l’emergenza deve guardare al futuro e credo che si stia tenendo conto che una cosa è salvare la salute e una cosa è salvare il futuro dell’Italia di domani, tendo a fidarmi che si stia lavorando per non ripartire domani con il culo per terra, ripartire da una base. Ma il problema è che invece abbiamo capito di essere schiavi della burocrazia, che ostacola le risposte a una emergenza che ha bisogno di rapidità, e siamo schiavi del sovranismo, perché di fatto l’Europa è schiava del sovranismo e l’Italia è schiava della burocrazia».

Non è mancata la stoccata a Salvini e Meloni: «Non vorrei mai essere il loro in questo momento, perché sta venendo fuori il patetismo di chi ha sempre cercato di fare campagna elettorale, con temi molto facili contro il governo, e nel momento in cui il governo affronta un emergenza nazionale, fanno questa figura, quella dei patetici. Salvini è stato l’ultimo a rispondere alla chiamata di Conte che chiedeva l’unità nazionale, toccando il punto più basso della carriera di questo personaggio. Se chiedi l’apertura del parlamento e sei il più grande assenteista del parlamento europeo della storia, viene fuori il tuo patetismo, nel momento in cui i tuoi alleati europei, Orban e gli altri sovranisti, ti rubano i dispositivi sanitari che devono arrivare nel tuo territorio, perché sono più sovranisti di te, allora emerge il tuo patetismo, nel momento in cui il fondo salva stati, il Mes, che tu hai denunciato, viene a salvare anche te che non vuoi essere salvato, viene fuori il tuo patetismo. Ad ogni crisi lo sciacallo torna a farsi vivo».

Santori conclude parlando delle strategie di controllo della popolazione ipotizzate durante quest’emergenza. «Droni e cellulari controllati? Perché la democrazia deve rincorrere le misure degli stati totalitari? Tu, a un certo punto, spieghi a un popolo democratico che è meglio stare a casa, e la gente sta a casa. Nel momento in cui le persone sono informate non è vero che non esiste senso civico, non è vero che abbiamo bisogno di sentirci controllati per restare a casa. Certo – ammette – all’inizio c’è stato un problema di sottovalutazione, un po’ perché le comunicazioni sono arrivate in maniere non troppo efficace, ma soprattutto perché la gente tende a fare quello che gli piace».

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)

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