Crisi da virus, la Cassa Depositi e zero Prestiti

A differenza dell’omologo tedesco, il nostro istituto serve a poco in casi come questi. E senza una vera Europa dei popoli risorgeranno i nazionalismi

Il supercriticato Donald Trump,  ovviamente per interessi legati alle elezioni Usa di novembre, vara un maxi-aiuto da 1200 miliardi di dollari da inviare entro aprile, con duecento miliardi alle compagnie aeree e soldi direttamente alle famiglie con reddito inferiore ai 75 mila dollari (o 100 mila, non si sa ancora). Inoltre ha stabilito che il test per il Coronavirus sia gratuito. Dal canto suo, la banca centrale americana, la Federal Reserve, ha iniettato 1200 miliardi di dollari, riattivato il quantitative easing e gli altri strumenti dell’emergenza risalenti al 2008. La Bce europea ha varato invece un piano da 750 miliardi, potendo acquistare 103 miliardi di BTP italiani. La Germania ha messo sul piatto 550 miliardi, la Francia 45 miliardi e 300 come garanzie per le aziende. Noi? Finora solo25 miliardi.

Il caso della Germania è da manuale della furbizia legale. L’equivalente tedesca della nostra Cassa Depositi e Prestiti, la Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW, letteralmente “Banca per la Ricostruzione”) è stata fondata nel 1948 come istituto di diritto pubblico ed è oggi di proprietà della Repubblica federale tedesca (80%) e degli stati federali (i “Länder). La funzione fondamentale è il sostegno alla crescita economica del territorio. Le principali funzioni di KfW sono la promozione e il finanziamento di programmi per il settore abitativo, la tutela dell’ambiente, la difesa del diritto all’istruzione, l’appoggio alle piccole e medie imprese. L’istituto si avvale del supporto dell’unità “KfW Kommunalbank” dedicata alla promozione degli investimenti infrastrutturali di carattere territoriale e sociale ed al sostegno finanziario agli investimenti degli enti locali federali. KfW non ha alcun obbligo di rispetto dei requisiti patrimoniali validi per tutte le banche ( CRR e CRD IV) e alle norme comunitarie. Aggiungo che i debiti dei Länder non entrano nel bilancio dello Stato. I 550 miliardi stabiliti dalla Merkel sono aiuti di Stato. Illimitati, se serve. La botta di soldi pubblici, fra KFW e Länder, farebbero schizzare il rapporto debito PIL al 90%.

La nostra Cassa depositi e prestiti (in foto il presidente, Giovanni Gorno Tempini), oggi il terzo operatore bancario dopo Intesa e Unciredit, nasce a Torino nel 1850. Nel 1875 nascono i libretti di risparmio postale per il finanziamento degli enti locali, e nel 1898 la CDP passa sotto il controllo del Ministero del Tesoro. Nel 1999 ha inizio il riordino dell’assetto organizzativo e funzionale dell’Istituto, che nel 2004 terminerà con la trasformazione in società per azioni, anche se allo Stato 84%  e alla Fondazioni il resto. I titoli postali e altri titoli garantiti dallo Stato possono essere impiegati solo per finanziare le attività «tradizionali». Dov’è il grande “equivoco”? La CDP ha contabilità distinte (una per la gestione separate e l’altra per quella “ ordinaria “) ed è tenuta a redigere ed approvare secondo le regole generali del codice civile un solo bilancio d’esercizio.

E’ classificata come “market unit”, cioè esterna alla pubblica amministrazione. Il suo debito non entra nel bilancio dello Stato. Ma il limite è rappresentato dall’essere classificata come intermediario finanziario, che la obbligano a sostenere le imprese a condizioni di mercato, come un’impresa privata, oltre che ad avere l’equilibrio di bilancio e sostenibilità economica della gestione. CDP può assumere partecipazioni di società che si trovano in «stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico» e che «siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività». Uno strumento sostanzialmente inattivo per intervenire in un contesto emergenziale come quello attuale. Il governo italiano dovrebbe quanto meno porsi il problema. Per ciò che riguarda l’Unione Europea, o si pone nella prospettiva di essere uno strumento dei popoli e per i popoli, mettendo al bando dottrine rivelatisi fallimentari, o risorgeranno i nazionalismi da Coronavirus.

(Ph.Imagoeconomica)