Cacciari: «Governo di unità nazionale con Draghi premier? Non credo»

Il filosofo veneziano è scettico sia sull’esito positivo degli appelli di Mattarella sia sul ricorso agli eurobond

L’unità tanto invocata per combattere il coronavirus servirà anche quando sarà finita l’epidemia. E’ concetto
espresso da Massimo Cacciari, ospite questa mattina a “Circo Massimo” su Radio Capital. “Di fronte allo scenario catastrofico che si aprirà, sarebbe logico un governo con una grande coalizione – dice – chiaramente una grande coalizione si può realizzare soltanto se cambiano gli equilibri politici nel governo, se cambia il primo
ministro. E l’uomo più adatto“.

“Per condurre una manovra così radicale con il massimo appoggio possibile dei Paesi europei sarebbe senza dubbio Mario Draghi. Ma non avverrà, anche se gli appelli di Mattarella mi pare di capire che vadano in quella direzione”. L’ex sindaco di Venezia è scettico anche sull’utilizzo degli eurobond: “Una grande emissione di titoli europei garantiti dalla Bce per affrontare la crisi sarebbe ragionevole, ma anche questo non avverrà mai: i Paesi del nord, ma anche la Germania, non accetteranno mai di salire con noi sulla stessa barca, fintantoché non daremo dimostrazione, con una manovra eccezionale, di volerci accollare le nostre responsabilità.

“Noi abbiamo continuato ad aumentare il nostro debito a partire dall’euro, senza sfruttare l’opportunità che l’euro ci dava di ridurre drasticamente il debito. Bisogna rendersi conto anche di questo, non possiamo continuare a scaricare le responsabilità sull’Europa e sulla Germania: è mancanza di serietà, è infantilismo“, conclude Cacciari.

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