«Veneto, da inizio emergenza persi 20 mila posti di lavoro»

I dati di Veneto Lavoro riportati dall’assessore Donazzan che avverte: «Gli ammortizzatori sociali sono solo un paracadute e non sono infiniti»

Dal 23 febbraio, giorno dell’entrata in vigore del primo provvedimento restrittivo per contrastare la pandemia da Coronavirus, il Veneto ha già perso dai 15 ai 20 mila posti di lavoro. Il dato arriva da Veneto Lavoro, l’ente strumentale della Regione Veneto che ha monitorato sull’impatto occupazionale dell’emergenza Covid-19 in Veneto. «Ho chiesto di monitorare con cadenza mensile l’impatto sul mercato del lavoro dovuto all’emergenza Covid-19 – dichiara l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan -. Il primo report sul lavoro dipendente ci restituisce un dato allarmante, relativo principalmente ai contratti a tempo determinato, in un contesto economico che aveva già dimostrato un rallentamento verso la fine del 2019».

Tra il 23 febbraio 2020, giorno in cui sono entrate in vigore le prime misure di contenimento alla diffusione del coronavirus, e il 22 marzo 2020, si è registrato in Veneto un calo dell’occupazione stimabile in circa 15-20 mila posti di lavoro dipendente, corrispondenti allo 0,7-0,8% dell’occupazione dipendente complessiva: la frenata è dettata principalmente dal calo delle assunzioni, -35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il rallentamento della crescita occupazionale era già in atto da tempo, ma ha subito una vistosa e progressiva accelerazione proprio dopo il 23 febbraio. Ad essere coinvolte sono tutte le tipologie contrattuali, in particolare il lavoro a termine, con l’eccezione del lavoro domestico, finora escluso dalle misure messe in campo dal Governo: colf e badanti nel periodo interessato registrano un saldo di circa mille posizioni lavorative in più.

«Oltre all’emergenza sanitaria dobbiamo affrontare con determinazione e tempestività anche quella economica, affinché il patrimonio produttivo, di conoscenza e di relazioni e la forte vocazione all’export del Veneto non ne escano troppo danneggiate – prosegue Donazzan -. La mia preoccupazione è che l’impatto che un rallentamento della produzione così significativo non abbia a generare un danno irreparabile, con ricadute sulla condizione generale di benessere legata al mantenimento dei posti di lavoro. Monitorerò con particolare attenzione i dati sul turismo perché i tassi di occupazione in questo settore, con l’approssimarsi della stagione estiva, saranno la cartina tornasole degli effetti del Covid-19 sulla tenuta sociale ed economica del Veneto. Gli ammortizzatori sociali sono solo un paracadute e non sono infiniti: servirà una strategia complessiva a sostegno delle nostre imprese».

(ph: imagoeconomica)