Operaio contagiato, Malvestio: «Ecco com’è andata»

In una nota, l’azienda padovana che produce letti per la rianimazione, dà la sua versione di quanto avvenuto e la situazione attuale

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata dalla Malvestio Spa alla nostra redazione:

Con riferimento a quanto comparso nel comunicato internet della FIOM-CGIL del 24.03.2020 e pubblicato in data 25.03.2020 e ripreso dal sito di informazione locale VVOX in data 25.03.2020 , considerato e preso atto che dette comunicazioni contengono informazioni inesatte, incomplete e potenzialmente fuorvianti, l’Azienda con il presente vuole portare a conoscenza di tutti i lavoratori, così come già fatto verbalmente con la RSU nelle persone di Carlo Furlan, Stefano Tapparo, Luciano Mazzaro e Oriano Pettenà (quando presente) la correttezza delle informazioni e dei fatti, al fine di avere una giusta condivisione e poter permettere a tutti di leggerli nel loro reale accadimento.

In questo momento così difficile è nostra convinzione che le informazioni devono essere corrette e trasparenti in modo che ognuno possa valutare la situazione nel suo reale valore senza nessuna volontà di sottovalutazione o di mistificazione, ma anche senza ulteriormente, inutilmente ed irresponsabilmente alimentare una preoccupazione ed una paura che tutti condividiamo e per primo chi scrive.
E’ vero:
1) Che già  a far data dal  06.03.2020 venivano messe in atto tutte le disposizioni ministeriali perprevenire i contagida coronavirus e che questo veniva comunicato all’RSU nella riunione in stessa data.
2) A decorrere dal 9.03.2020 sono state adottate le misure di distanziamento previste anche negli uffici mettendo alcuni impiegati in Smart-Working ove possibile o ferie e permessi o turnazione part-time per alleggerire la presenza.
3) In data 15.03.2020 ci veniva comunicato da un dipendente, operatore nel reparto montaggio letti, un malessere con sintomi riconducibili ad una possibile infezione da coronavirus e che in quella giornata non sarebbe venuto al lavoro.
4) Nella serata di domenica 15.03.2020 è stata fatta la sanificazione (programmata già dal 12.03.2020) sia nei reparti produttivi sia negli uffici, bagni, spogliatoi e nel locale mensa.
5) In data 16.03.2020 è stato predisposto un protocollo interno di contenimento alla diffusione del virus, condiviso con RSU, e di conseguenza una copia veniva distribuita tra tutti i dipendenti.
6) Che in data 16.03.2020 il dipendente ha eseguito su sua insistenza il tampone diversifica senza più rientrare al lavoro.
7) Che in data 22.03.2020 (domenica) alle ore 12,40 circa il dipendente ci comunicava l’esito positivo del tampone
fatto.
8) Che l’Azienda ha immediatamente preso contatto con l’USL, al fine di attivare il protocollo regionale nei casi di accertato caso di Covid-19 negli ambienti non sanitari. In conseguenza di ciò sono state attivate le misure che
seguono.
9) Che nello stesso giorno venivano immediatamente individuati i colleghi che più avevano lavorato a stretto contatto con il suddetto dipendente e risultavano essere 4
10) Che sempre nello stesso giorno (domenica 22.03.2020) alle ore 13,30 circa venivano convocati due di questi perché presenti in azienda e invitati a recarsi a casa contattando il numero verde della Regione Veneto e avvisati telefonicamente altri due colleghi perché a casa. Tutti questi 4 sono stati messi in quarantena dall’Azienda.
11) Che in data 21.03.2020 veniva eseguita la sanificazione dello stabilimento di Via Francia e in data 22.03.2020 veniva eseguita una seconda sanificazione nello stabilimento di Via Marconi.
12) Che, su richiesta e pressione dell’Azienda l’ULS, per altro già oberata di lavoro, si è resa disponibile a fare il tampone a tutti i dipendenti del reparto montaggio e ad alcuni impiegati che operano spesso nello stesso reparto. E’ a discrezione dell’USL operare tali scelta e non dell’Azienda.
13) Che in data 24.03.2020 abbiamo avuto sopralluogo dello SPISAL che ha verbalizzato la correttezza di tutte le misure adottate.
14) Che in questo momento difficile e complicato l’azienda sta adottando la linea della massima prudenza, trasparenza, del dialogo e della collaborazione con RSU e personale, cercando di avere la massima attenzione nel rispettare le misure di contenimento.
15) Che il collega assente perché positivo al COVID-19 da domenica 22.03.2020, dopo aver avuto l’esito del tampone, è stato ricoverato, ma non in terapia intensiva e che ad oggi riferisce di stare bene e ringrazia tutti i colleghi e la direzione aziendale per la vicinanza.
Si conferma quindi che la situazione attuale è di grande carico di lavoro che richiede la necessità di svolgere lavoro straordinario, ma mantenere il ritmo sette giorni su sette è difficile e faticoso il personale ha bisogno di respirare e di un po’ di riposo quindi, essendo scaduto l’accordo sindacale che prevedeva tre fine settimana di lavoro ne è stato siglato uno nuovo che prevede lo straordinario per tutti i reparti in tutta la giornata di sabato. Inoltre, per cercare di soddisfare le numerose richieste arrivate e gli impegni presi, in accordo con RSU e lavoratori si è deciso di sospendere la festività del patrono, prevista per il 10.04.2020, che verrà programmata più avanti quando l’emergenza sarà finita e ci sarà la possibilità di godersi una pausa all’aria aperta.
Inoltre, per dimostrare quanto per Malvestio Spa sono importanti i dipendenti è stata stipulata, prima di avere notizia della positività del collega, una polizza assicurativa a tutela degli stessi in caso di contagio da Coronavirus.
In fine si precisa che è stata avviata la cassa integrazione ordinaria (in data 25.03.2020 è stato esperito esame congiunto) che decorre dal 16.03.2020 per 9 settimane, ma con lo scopo di tutelare il personale con patologie personali pregresse che era stato sospeso dal lavoro su indicazione del medico competente, alla luce delle indicazioni del protocollo condiviso tra Governo, Assindustria e Sindacati. La cassa integrazione è stata prevista anche per il personale dell’ufficio che non potendo svolgere attività in Smart-Working ottempera alle misure di contenimento rimanendo a casa.
Tanto si riteneva dovuto in buona fede e trasparenza.

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