Feltri: «Scandaloso paragonare virus a guerra. Il Corona non è mica il Duce»

L’ultimo editoriale su Libero: «Siamo obbligati a stare sul divano, mica ad arruolarci per andare a farci trucidare in trincea»

«Paragonare il virus alla guerra è scandaloso». A dirlo è Vittorio Feltri in un editoriale su Libero dove accusa di ignoranza chi fa questo tipo di parallelismo. «Il Corona non è mica il duce che costringeva gli italiani abili e arruolati a farsi trucidare in trincea, al massimo, tramite Conte, ci obbliga a stare sul divano. Vero che il morbo sta sterminando migliaia di miei coetanei, e ciò non consola, ma è altrettanto vero che evitare il contagio è molto più facile che schivare i colpi dell’artiglieria».

«Se penso che per colpa di Hitler e di Mussolini mio padre finì in un campo di concentramento, da cui fuggì, mi si rivoltano le budella – conclude Feltri -. E se sento qualcuno, capita spesso, che rimpiange le dittature che mandavano al massacro i nostri nonni in Russia senza scarpe, mi viene voglia di mettere mano alla fondina. A casa mia fino al 1945 i vetri delle finestre erano oscurati da una carta blu, quella degli spaghetti, per impedire che il mitragliamento degli aerei ci prendesse di mira. I caloriferi erano spenti per mancanza di nafta. La cena si riduceva a una brodaglia in cui inzuppavamo pane secco. Oggi con l’infezione circolante ci azzuffiamo per entrare al supermercato».

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