Zaia: «Le scuole? Non penso riapriranno. Preoccupato per Verona»

Il presidente nella conferenza stampa di oggi: «Non cambierò le ordinanze ma vi prego di restare a casa. Basta comprare monade: i corrieri devono essere liberi per consegnare cose più importanti»

Luca Zaia, nella conferenza di oggi, venerdì 27 marzo, ha iniziato con la lettura del bollettino regionale aggiornato a questa mattina che vede una crescita dei positivi. Il presidente del Veneto ha ribadito l’importanza fondamentale di rimanere a casa: «Vi prego di cuore, i risultati si vedono. Stiamo affrontando una tragedia. Abbiamo tre giorni di ritardo rispetto ai modelli, ma non significa che abbiamo vinto: il nemico è dietro l’angolo e i Veneti devono continuare a comportarsi come stanno facendo. Non cambierò le ordinanze: cari veneti, vi prego di restare a casa. Stiamo accelerando di meno, ma il contagio c’è».

Poi ha parlare dei corrieri e dei riders «esposti» per consegnare gli ordini a domicilio: «Mi dicono che devono consegnare tante monare quindi un appello: evitate di comprare cose inutili come le custodie dei telefonini. Lasciamo libero chi fa questo lavoro per altre consegne molto più importanti».

«Gli altri ancora non si erano mossi quando noi siamo partiti chiedendo ai fornitori di accelerare creando 740 nuovi posti in terapia intensiva. Siamo sulla strada giusta e continuando con questo percorso escludo misure più gravi». Sul governo ha detto: «Deve fare un salto in più. L’ho detto ieri e lo confermo che la sospensione della privacy sarebbe utile. Non per ascoltare le telefonate di qualcuno sia chiaro, ma per vedere gli spostamenti. Nel momento per esempio in cui una persona è positiva serve la certezza che non si muova da casa. Ci è stata offerta la tecnologia utilizzata da Israele. E serve anche in Italia un salto in più per adottare l’intelligenza artificiale, i droni che leggono la temperatura corporea a chi gira per strada e altro. Se piazza San Marco venisse monitorata dall’alto misurando la temperatura corporea dei presenti, non ci vedrei nulla di scandaloso. Che problema ci sarebbe a individuare chi ha la febbre?».

Sull’Europa invece Zaia fa un j’accuse: «Qui siamo tutti europeisti, ma abbiamo un modello di Europa diverso da quello che abbiamo davanti: l’Europa è latitante: E’ scandaloso, non ha dato il minimo segnale nè coordinamento. Di fatto si è replicata la vicenda dell’immigrazione, allora era Lampedusa, oggi è stata l’Italia. La Bce non fa quello che si appresta a fare la Fed, ogni paese va per la sua strada. Mi chiedo dove è finita l’Europa, perché abbiamo due emergenze che vanno di pari passo quella sanitaria e quella economica, i Commissari europei si facciano sentire».

Zaia non nasconde la sua preoccupazione sulle scuole che «probabilmente non apriranno più» e sulla situazione di Verona dove ci sono «terapie intensive allo stremo. Il problema è il confine con Brescia. Villafranca funziona già come ospedale covid e stiamo allestendo Marzana. Confermo l’obiettivo di 20.000 tamponi al giorno, facendoceli in casa. Aifa ha dato l’ok per infusione domiciliare dell’antimalarico per i malati di covid-19. Bisogna però ora stabilire un protocollo e poi si comincerà».