Carceri, Sgarbi a Bonafede: «Ti faccio indagare per omicidio premeditato»

Il critico lancia l’allarme sulla sicurezza delle carceri: «Chi è in galera rischia di essere assolto e risarcito, ma rischia di morire»

«Ho intenzione di farlo indagare per omicidio premeditato». A dirlo, parlando del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, è Vittorio Sgarbi,intervistato da Il Rifomista. «Gli ho scritto – spiega Sgarbi -, e gli ho mandato un appello che mi arriva dalla sorella di Paolo Ruggirello,
in carcere con febbre alta a Santa Maria Capua Vetere. E chiaro che i carcerati non sono a un metro di distanza. Bonafede non faccia lo spiritoso perché è un ministro che sta procurando morte. Rispetti per primo le leggi del governo Conte. E in flagranza di reato».

Qui, aggiunge Sgarbi, «si sta perdendo la libertà, per tenerci lasalute. Ma valga per tutti. Chi è in galera per carcerazione preventiva, da non colpevole riconosciuto, non può essere sottopostoalla crudele tortura del contagio di pandemia. Il Dpcm parla di un metro, valga per tutti. Chi è in galera rischia di essere assolto e risarcito, ma rischia di morire». «Mi ha scritto un’altra persona -prosegue Sgarbi -, è alla Dozza, Bologna, da otto mesi in carcerazione
preventiva. Il regime cautelare di chi doveva essere giudicato a marzo è stato rimandato a ottobre, chissà se sarà vivo».

Alla «Dozza ci sono 19 operatori sanitari e detenuti infetti», mi scrivono. Quindi Bonafede mente quando dice che i contagiati sono 15 in tutto». Denuncio «alla procura l’inadempienza del ministro», afferma ancora Sgarbi, «perché non permette il rispetto del decreto. E’ inaudito il comportamento di Bonafede. Appena muore qualcuno in carcere, lo denuncio per omicidio premeditato». Quanto alla richiesta di dimissioni per il capo del Dap, Sgarbi spiega: «Non so se è giusto focalizzare l’attenzione su di lui. Il capo del Dap risponde alla volontà dei magistrati ed è subordinato al ministro. Chi ha la responsabilità morale e politica è Bonafede».

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