Padova, Giordani promosso: profilo basso e pochi errori. Il difficile sarà dopo

Il sindaco di centrosinistra è rimasto sul concreto. Per la rinascita dovrà fare più affidamento sulle sue doti di imprenditore

Fare il sindaco non è un compito semplice in situazioni normali, figuriamoci quando lo sei da quasi tre anni da neofita civico in una situazione drammatica mai vissuta prima. In questa situazione si è trovato Sergio Giordani, primo cittadino di Padova, imprenditore da una vita e guida ufficiale della maggioranza di centrosinistra: poteva scegliere la via del protagonismo, come certi suoi colleghi (a Milano, per esempio), invece ha cercato di mantenere un profilo basso, risolutivo e, per quanto possibile, rassicurante nei confronti dei cittadini. Fin dall’inizio della pandemia ha cercato di comunicare solo quando le disposizioni erano ufficiali, cercando di limitare le ansie di possibili fughe di notizie. Tramite i media ha poi provveduto ad informare i cittadini sui comportamenti da attuare, ed in concreto,ha emanato, utilizzando le proprie prerogative, il progetto “Per Padova noi ci siamo” che prevede aiuti per i cittadini.

Tra i principali: le spese a domicilio, il supporto telematico dei servizi sociali, lo spostamento della Tari e dalla Consap e la riduzione delle rette degli asili comunali. Qualcuno storcerà il naso sull’aver chiuso tardivamente parchi ed argini, ma in un contesto del genere il senso di responsabilità e realtà del cittadino dovrebbe prevalere. O prendiamo la consegna delle mascherine presso le farmacie (da qualche giorno si possono prendere anche ai supermercati) che ha creato un po’ di fila e assembramenti: difficilmente erano praticabili altre soluzioni in una città di 250 mila abitanti. O infine infine certi spacciatori che agiscono indisturbati per la città: nello specifico un sindaco non ha grandi poteri in materia, già in un contesto di normalità, figuriamoci in questo.

In definitiva, Giordani sta gestendo bene l’attuale situazione di emergenza e potrà proseguire in questa linea; il vero banco di prova sarà gestire il dopo, quando sarà chiamato alla ricostruzione di un tessuto economico patavino devastato da mesi di inattività. Pensando al Giordani imprenditore, che ha ottimi legami ed amicizie in tutti i settori, potrebbe “giocare in casa” e farsi promotore della rinascita: l’obiettivo è ambizioso, ma, dopo una brillante carriera nel privato e la vittoria alle comunali del 2017 con un ictus in mezzo, Giordani ha tutte le carte per raccogliere il guanto di sfida e dare speranza ai padovani, che ne hanno un gran bisogno.