Il punto di Zaia: «Stiamo facendo i tamponi col cotton fioc»

Il governatore ha tracciato il quadro della situazione nella regione ad oggi e verso il prossimo futuro: «Forse la normalità da giugno»

«Rinnoverò l’ordinanza, questa sarà la settimana cruciale, volontà di lanciare la sfida: se siamo bravi possiamo accelerare la riapertura. Le restrizioni sono servite. Spero domenica prossima di dirvi che stiamo cambiando direzione. 2000 in ospedale e 355 persone in terapia intensiva, non c’è da sorridere. Forse la normalità da giugno.

Questi i nodi principali toccati dal governatore:

  1. Provincia di Verona è in una fase di focolaio importante, ci preoccupa. E’ sotto controllo ma paga lo scotto di contingenze, la contiguità con Brescia è costata. Spero che la pratica su Verona si possa chiudere bene ma è una battaglia dura; ho mandato Paolo Rosi, responsabile 118 del Veneto.
  2. Le case di riposo e i presidi di sicurezza: dobbiamo evitare che diventi una strage. Noi stiamo facendo tutto il possibile ma c’è stata carenza di dispositivi di sicurezza da subito. Non c’erano fonti di approvvigionamento. Abbiamo perfino ordinato alcuni lotti di mascherine su Amazon settimane  fa e sono arrivate l’altro ieri. Nelle scorse ore abbiamo comprato due milioni di pff 2 che adesso è come avere in mano un lingotto d’oro. Una ditta di Caorle ne fa 10mila al giorno e le compra tutte la Regione. Tornando alle case di riposo, screening e presidio sanitario. Alcuni pazienti possono anche essere trasferiti ma dobbiamo valutare. Non possiamo portarli in ospedale.
  3. Tamponi: abbiamo una capacità di 11mila tamponi quotidiani. il grave afattore limitante sono i reattivi e mancano anche gli stecchi dei tamponi. possiamo anche usare il cotton fioc ma dobbiamo fare ulteriori procedure. Siamo arrivati a 100mila tamponi ma adesso tutti stanno seguendo il nostro modello e quindi le materie stanno scarseggiando. Il test rapido lo stiamo testando da 20 giorni, sembra che dopo 3/4 giorni di sintomi, il test ci da già una riposta, quindi  come quello tradizionale. Ne abbiamo 700mila e li stiamo integrando a quelli tradizionali. Poi c’è anche il test con il sangue.
  4. Hub Covid-19: se noi non avessimo adibito delle strutture al covid non ne saremmo usciti: ci sono anche i ricoverati non da covid, e sono la grande maggioranza. Andavano fatte delle scelte. Sono vicino ai sindaci, a chi ha capito e a chi non ha capito, ma noi stiamo facendo i salti mortali per garantire le cure.
  5. Fondi governo: non bastano ma aiutano. Tutti noi vorremmo vedere un piano Marshall come quello dei tedeschi. Vorrei saperlo quanto arriverà in tutto, così posso riferirlo agli imprenditori.

A breve aggiornamento con il video integrale