Zaia: «Settimana cruciale, picco il 15 aprile. Test a tutti i malati a casa»

Il punto stampa odierno del presidente del Veneto con tutti gli aggiornamenti e le novità

«Si deve pensare ad un’uscita graduale, non tanto come uscita dei cittadini ma come riprendere normali condizioni di vita». Queste le parole del presidente del Veneto Luca Zaia in diretta a Mattino 5. «Immagino che una delle soluzioni sulla quale noi stiamo lavorando, è quella del test sierologico, in maniera di andare a vedere se si sono formati gli anticorpi, e qui ci vogliono tempistiche, modalità. Stiamo cercando di ragionare anche su questo fronte, in modo da dare una “patente” che attesta che tu hai avuto la risposta anticorpale. C’è anche da dire che abbiamo casi di re-infezione».

Durante il punto stampa di oggi, lunedì 30 marzo, Zaia dopo aver riportato il bollettino regionale di questa mattina, ha spiegato: «Abbiamo un ritardo sul modello matematico, questo significa che le restrizioni stanno funzionando e per questo voglio ringraziare i veneti. Sto preparando un’ordinanza per riuscire a procrastinare almeno un po’ le restrizioni. Per noi questa settimana sarà cruciale insieme alla prossima».

Zaia si è detto molto preoccupato per la situazione delle case di riposo: «Questa mattina abbiamo fatto riunione con i direttori. Ricordo che abbiamo subito adottato provvedimenti, ora continuiamo a testare con tamponi gli ospiti con una task force che procede tutti i giorni. Purtroppo questo è il virus delle case di riposo. Ci sono realtà dove si sono separati positivi e negativi, un buon lavoro. Nelle case di riposo abbiamo anche il grande tema degli operatori che si sono infettati perché non avevano i dispositivi di protezione». Buone notizie sul fronte mascherine: «Abbiamo comprato 13 milioni e mezzo di mascherine. Stiamo andando a regime».

«Esiste il caso di famiglie che vivono con un positivo in casa: servono norme igieniche estreme come bagni separati, tutto è cambiato con questo virus. Entro il quinto giorno facciamo un test a tutti quelli che sono malati, ora siamo anche autorizzati a somministrare i farmaci a casa. Se tornassimo indietro avremmo dovuto isolare tutti gli over 70, non fatta perché le indicazioni non erano state queste. Fino a qualche tempo fa anche sulle mascherine si diceva di farle portare solo ai sintomatici, c’era il caos più totale».

A Padova ci sarebbero dei ritardi sugli esiti dei tamponi e Zaia spiega: «Ne abbiamo quasi 6 mila in attesa, comunque chi aspetta l’esito è in isolamento fiduciario, ma mancano i reattivi, quindi o tamponiamo e si aspetta o non tamponiamo e si aspetta». Sul discorso dei mercati ancora aperti il presidente dice la sua: «Stiamo valutando, se volessimo lavorar di fino l’organizzazione dei mercati non è il massimo, quindi stiamo considerando soluzioni per regimentarli».

«La partita del turismo è persa, in più abbiamo 600mila partite Iva, si devono iniettare risorse, un piano di ripartenza e mettiamo in sicurezza il debito pubblico. E, come sempre, dico che l’Europa è scandalosa, se c’è batta un colpo: è come la guardia costiera che guarda una nave affondare».