La Germania fa i suoi interessi, noi non sappiamo fare i nostri

L’emergenza Coronavirus impone un cambio di mentalità. O non affonderanno solo l’Ue e la moneta unica, ma gli stessi popoli

Non raccontiamoci storie: il fallimento è assicurato, se non si elimina democraticamente la “cultura” alla Paolo Zanda o alla Roberto Gualtieri. Il primo vuol dare in pegno Montecitorio e Palazzo Chigi e il secondo è rimasto lo stesso di quando lavorava per la Commissione a Bruxelles. Sono costoro i complici della scuola dogmatica tedesca sui conti. L’intervista di Draghi al Financial Times nelle menti di queste cariatidi è scorso via come l’acqua di un fiume. Nemmeno le dichiarazioni della Lagarde dopo lo scivolono li hanno smossi dal loro torpore mentale.

Paghiamo oggi e pagheremo sempre più in futuro l’assenza dell’Europa, che non ha mostrato né competenze né capacità di coordinamento delle politiche degli Stati. Servono misure straordinarie,  e invece l’Europa presegue imperterrita nell’ordinaria amministrazione, a parte la sospensione del Patto di Stabilità, che è proprio il minimo sindacale.

Il settore pubblico deve intervenire superando anche le querelles sui coronabond (o eurobond) o sui crediti erogati dal Mes o sui prestiti condizionati da Bei. La strategia della Germania è trasferire le proposte all’interno dell’Eurogruppo in cui, come dice Der Spiegel, mai è stata presa una decisione contro la Germania. Stiamo ballando come sul Titanic e la Germania insieme ai paesi nordici e all’Austria non ha compreso che restano due settimane per salvare l’euro.

Goldman Sachs parla di una contrazione del PIL europeo del 9%. Perciò Draghi incita a fare debito a lungo termine. La Bce con gli acquisti illimitati non potrà che sottoscrivere il debito italiano o lasciare affondare insieme al Paese la moneta unica. All’Italia servono almeno 300 miliardi, non 25 o 50, per non crollare economicamente. Bisogna osare questa volta. Non ne va solo del destino dell’Unione Europa, ma della sopravvivenza materiale dei popoli, del nostro popolo.

(ph: Imagoeconomica)