«Istituzioni, parti sociali e imprenditori scrivano insieme patto per ripartire»

La CNA del Veneto ha scritto una lettera agli imprenditori e agli artigiani della Regione per cercare di condividere un messaggio di speranza, ma anche una proposta concreta per ripartire dopo la fine dell’emergenza. «Ci vuole coraggio a chiudere le porte della propria attività non sapendo con certezza quando sarà possibile ripartire, a continuare a pagare i fornitori, a rispettare le scadenze fiscali – si legge nella lettera – . Ci vuole coraggio e voi lo state dimostrando. Lo stop di ogni singolo macchinario rappresenta una ferita, un sacrificio enorme che tutti stiamo facendo per un bene più alto: quello della salute degli italiani. La salute nostra e dei lavoratori è la precondizione necessaria per andare avanti».

«Qualcuno ha già convertito la propria attività: sono decine le imprese del Veneto che sono entrate a far parte del Consorzio della Moda e hanno avviato la produzione di mascherine. Non sono rari i casi di artigiani che gratuitamente si sono messi a disposizione per aiutare in situazioni di emergenza. C’è chi ha donato il gelato agli ospedali, chi ha realizzato nuovi ospedali da campo. Sono tante le realtà che hanno deciso di approfittare di questo tempo per fare formazione e pensare come ripartire, a crisi conclusa, più forti di prima. Quelli che invece in questa emergenza hanno alimentato il mercato dell’abusivismo vanno perseguiti e condannati. La coperta è corta – prosegue l’associazione di categoria – , ma è necessario che ora le istituzioni di tutti i livelli, dalla Regione al Governo, fino all’Unione Europea, scendano in campo come un’unica squadra per dare presto una risposta all’emergenza economica, oltre che a quella sanitaria. Da quando è iniziata questa crisi ogni giorno la CNA del Veneto ha rappresentato le istanze delle imprese presso le istituzioni di riferimento. Tutte le sedi territoriali sono rimaste aperte per garantire il massimo dell’assistenza».

«Serve visione: perché una volta che questa emergenza passerà saranno trascorse settimane e forse mesi. Le imprese dovranno allora fare i conti con mercati nuovi e profondamente modificati. “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”, diceva Seneca. Il nostro compito sarà di guida, oltre che di sostegno. Futuro: Va messo in campo ora, subito, un piano per ripartire. Le parti sociali insieme alle istituzioni possono costruire, fin da ora, le azioni che guideranno il dopo emergenza. Lo dobbiamo alle nostre imprese, che come giunchi al vento si piegano ma non si spezzano, lo dobbiamo alle famiglie che oggi soffrono per la mancanza di entrate certe e in alcuni casi perfino di beni alimentari e di prima necessità. E’ necessario pianificare ora una strada per il futuro dell’economia italiana – conclude la lettera – e veneta. La CNA per questo continuerà ad essere a fianco degli imprenditori, a mettere un mattone sopra l’altro per costruire il futuro di questo Paese».

 

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