Ulss 9 Scaligera, nelle case di riposo veronesi effettuati 1300 tamponi

Il punto del direttore generale Pietro Girardi. In provincia di Verona 73 strutture residenziali per 5884 utenti

Ulss 9 Scaligera, Verona, 31 marzo 2020 – «L’attenzione verso queste persone, che sono i nostri nonni e le nostre radici familiari, dev’essere massima». Ha esordito così Pietro Girardi, direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, nella conferenza stampa virtuale organizzata oggi per fare il punto della situazione sulle case di riposo attive nel territorio dell’azienda socio-sanitaria veronese, a fronte dell’emergenza coronavirus.

I numeri snocciolati dal direttore generale parlano chiaro.

In provincia di Verona le strutture residenziali per anziani sono 73, quasi una per comune. Dodici nel distretto 1 (Verona), per 1400 utenti; 21 nel distretto 2 (San Bonifacio), per 1648 anziani; 16 nel distretto 3 (Legnago) per 1134 utenti; 24 nel distretto 4 (Bussolengo) per 1699 anziani. Si parla complessivamente di 5884 persone.

Il primo piano della Regione Veneto per affrontare l’eccezionalità della situazione è stato varato quaranta giorni fa «che tanti di noi hanno vissuto senza sosta, non c’è stato sabato né domenica, ma non possiamo certamente sottrarci in questo momento dalle difficolta, dobbiamo aiutare il prossimo», ha sottolineato Girardi, ringraziando tutto il personale operativo.

Uomini e donne che stanno giocando in squadra, con al centro una sinergia positiva che tra le altre cose ha visto l’instaurazione di un rapporto di fattiva collaborazione tra Ulss 9 Scaligera e case di riposo del territorio, secondo le indicazioni fornite dalla Regione nell’ambito dell’igiene pubblica. «Saranno creati dei gruppi chiamati Usca – ha evidenziato il direttore generale – l’acronimo di Unità speciale di continuità assistenziale, in cui entreranno in gioco i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Figure importantissime della sanità del territorio che ringraziamo». Queste nuove unità operative saranno organizzate sul territorio in modo omogeneo, ne verrà creata una ogni 50 mila abitanti e ognuna di questa sarà un’espressione suddivisa per 8 mila e 500 dei 50 mila abitanti.

«Nelle case di riposo si sono verificati contagi e purtroppo anche dei decessi», ha affermato Girardi, pertanto nel rispetto del piano e della programmazione della Regione, considerata la persistenza dell’epidemia, sarà effettuata la valutazione del rischio per ogni singola struttura residenziale, “contabilizzando” il numero dei dispositivi di protezione individuale utili non solo ai degenti ma anche al personale, senza dimenticare i tamponi: «Ci sono delle difficoltà nel reperimento dei materiali per la diagnostica e la realizzazione dei tamponi – ha osservato il direttore generale – ma intanto proseguiamo con quello che abbiamo. Ad oggi nelle case di riposo abbiamo realizzato circa 1300 tamponi».