Il pronto soccorso di Jesolo diventa punto di primo intervento avanzato

La classificazione in ottemperanza alle disposizioni regionali riguardanti l’attività nei Covid-Hospital del Veneto

Azienda Ulss 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave, 1 aprile 2020 – In ottemperanza alle disposizioni regionali riguardanti l’attività nei Covid-Hospital del Veneto, da oggi, lunedì 1 aprile, il pronto soccorso di Jesolo è classificato come punto di primo intervento avanzato.

Rispetto al servizio precedente per l’utenza la variazione è praticamente irrilevante: il numero del personale medico sarà lo stesso di sempre, ossia la presenza di 2 medici di giorno e due la notte con personale in questo caso di una cooperativa, anche la presenza delle ambulanze è confermata con un mezzo attivo nel periodo invernale e due nel periodo estivo. Confermato inoltre il potenziamento del personale e dell’attività nel periodo estivo.

L’unica novità che riguarda questa unità operativa è l’eventuale trasporto dei pazienti con patologie non gestibili al PPI di Jesolo, i quali verranno trasferiti in altre strutture ospedaliere come da indicazioni del Suem, con prevalenza all’ospedale di San Donà di Piave.

“Avevamo chiesto in passato una diversa classificazione del pronto soccorso di Jesolo per adeguarla alla sua reale funzione, la conversione dell’ospedale in Covid-hospital la conversione si è velocizzata, a garanzia della salute degli utenti – ha spiegato nella conferenza stampa odierna il direttore generale dell’Ulss 4 Veneto Orientale, Carlo Bramezza -. E se ancora non si fosse capito questa conversione non determina variazioni del servizio all’utenza dato che già dal 2013, con l’allora nuovo assetto dell’ospedale, questa unità operativa di emergenza funzionava con le modalità attuali”.

“Questa organizzazione va nell’interesse della popolazione e non cambia per la popolazione – ha ribadito il direttore dei pronto soccorso di San Donà e Jesolo, dottor Mattia Quarta – in quanto il compito del personale del Suem è trasportare il paziente nel luogo giusto nel tempo giusto per curarlo e salvargli la vita. Il riferimento dell’ospedale di San Donà per il flusso delle ambulanze, se non dirette in altri ospedali, è volto a garantire la minor possibile esposizione biologica al paziente”.

Il dottor Quarta ha colto l’occasione per elogiare il grande lavoro svolto in questi giorni dal proprio personale e ringraziato la popolazione per il buon senso civico dimostrato nel limitare gli accessi per problemi di salute classificati in codice bianco, ridotti del 40% rispetto al periodo precedente all’emergenza coronavirus.

Il direttore generale Bramezza ha colto infine l’occasione per rispondere ad alcune polemiche emerse in questi giorni sui quotidiani, relativamente al punto di primo intervento del litorale: “Noi pensiamo solo a garantire la sicurezza delle persone e nient’altro. Le polemiche di questi giorni sono solo speculazioni sulle spalle della popolazione e dimostrano che chi critica non conosce la realtà dei fatti”.

(Nella foto, ricevuta dall’ufficio stampa dell’Ulss 4 Veneto Orientale, da sinistra verso destra Carlo Bramezza e Mattia Quarta)