Padova apripista, buoni da 20 euro per la spesa: «Nessuno lasciato indietro»

I coupon depositati nel caveau di Banca Mps. Da domani parte la distribuzione. Il sindaco Giordani: «Con 350 mila euro copriamo fino a fine aprile»

Sono arrivati, scortati da due gazzelle dei Carabinieri, i buoni spesa dal fondo stanziato dal governo per chi è rimasto senza liquidità, fatti stampare a tempo di record dal Comune di Padova. Gli scatoloni sono stati depositati nel caveau di Banca Mps e da domani mattina saranno pronti per essere consegnati alle famiglie e alle persone secondo i criteri individuati dalla delibera approvata oggi dalla giunta del sindaco Sergio Giordani.

Sui buoni, che sono a tutti gli effetti dei valori, la Guardia di Finanza precisa che «la sicurezza delle operazioni di stampa è stata assicurata da militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Padova, i quali hanno poi cautelato con sigillo di Stato i cliché in zinco utilizzati per una particolare stampa in rilievo che ne impedisce la contraffazione. Complessivamente sono stati stampati 17.600 coupon del valore unitario di 20 euro e con scadenza 10 aprile 2020, per complessivi 352 mila euro, che costituiscono una prima tranche dell’importo che il Comune di Padova metterà complessivamente a disposizione della cittadinanza in difficoltà economica. I rimanenti coupon verranno stampati in due ulteriori lotti, recanti scadenze successive e prossime alla stampa, in modo da impedire ulteriormente qualsiasi forma o tentativo di abuso e contraffazione».

Come funziona

I buoni spesa saranno messi a disposizione di chi ne fa richiesta: i cittadini del Comune di Padova in stato di grave necessità potranno chiamare il numero 049 2323009, centralino del progetto “Per Padova noi ci siamo”, oppure scrivere una mail a , per fornire i loro dati e spiegare la loro situazione.

 Sono destinati alle persone che:
non hanno liquidità sufficiente nei conti correnti postali o bancari, propri e del proprio nucleo familiare, per far fronte all’acquisto di beni alimentari di prima necessità, non hanno titoli mobiliari o di Stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, investimenti finanziari o similari;
non beneficiano di ammortizzatori sociali;
non sono titolari di pensione o di altre rendite;
non beneficiano in misura sufficiente di Reddito di cittadinanza, Reddito di inclusione attiva o altri sostegni e contributi comunali;

I servizi anagrafici del Comune di Padova verificano la composizione del nucleo familiare e assegnano al singolo o alla famiglia un numero il numero buoni ragionevolmente necessario a coprire il fabbisogno alimentare per 15 giorni, per un valore di circa 100 euro a testa.

Sarà redatta una scheda per ogni domanda accoglibile e un’autocertificazione nominale che andrà firmata dagli interessati al momento della consegna dei buoni, che avverrà presso il domicilio del richiedente. L’Amministrazione confida molto sul buon senso e sulla responsabilità dei cittadini, ma ovviamente anche per evitare che siano distratti fondi a chi ne ha realmente bisogno potranno essere fatti controlli a campione e anche controlli a fine emergenza.

Il sindaco

Il sindaco Sergio Giordani sottolinea: «In un momento di emergenza come questo, nel quale alla mia segreteria e ai nostri Servizi Sociali sono già arrivate le prime richieste di un sostegno per il cibo, non volevo perdere un secondo nel diventare operativi. Abbiamo lavorato tutta domenica e ieri; oggi, con l’arrivo nel pomeriggio della prima tranche di Buoni spesa siamo pronti a venire incontro concretamente alle necessità dei nostri concittadini in difficoltà. Le risorse che abbiamo ci permettono di coprire le richieste ragionevolmente intanto fino alla fine del mese di aprile. Ricordo che questo aiuto non cancella tutte le altre forme di sostegno alle persone e alle famiglie in difficoltà che già abbiamo in essere attraverso i nostri Servizi Sociali – e prosegue – Cercheremo di venire incontro a tutti, di non lasciare indietro nessuno. Ringrazio Csv e Diocesi che con noi hanno avviato il progetto “Per Padova noi ci siamo”, grazie al quale siamo già pienamente operativi, le centinaia di volontari che si sono messi a disposizione e, per l’operazione Buoni spesa, oltre all’azienda che li ha materialmente stampati a tempo di record, Guardia di Finanza, Carabinieri e Mps, per la sicurezza che hanno garantito nella stampa e nel trasporto di questi valori. Un grazie anche alle imprese della grande distribuzione alimentare e alle associazioni del commercio padovane che hanno aderito immediatamente e con convinzione all’iniziativa».