Speranza conferma: «Tutto fermo fino al 13 aprile, grande maturità dagli italiani»

E’ confermato: Italia ferma fino a Pasqua. «L’allarme non è cessato e per questo è importante prorogare fino al 13 aprile tutte le misure di limitazione alle attività e agli spostamenti individuali finora adottate», ha detto in un’informativa al Senato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

«Gli italiani hanno dato una grandissima prova di maturità – ha continuato Speranza – gli esperti dicono che siamo sulla strada giusta, e che le misure drastiche adottate iniziano a dare risultati. Ma sarebbe un errore imperdonabile scambiare questo primo risultato per una sconfitta definitiva del Covid, è una battaglia lunga, e non dobbiamo abbassare la guardia». Il ministro ha promesso «massima vigilanza per evitare speculazioni e cure fai-da-te», e ha lanciato un appello al mondo politico: «Mai come in queste ore, non è il momento delle divisioni. Come ha ricordato ancora una volta nei giorni scorsi il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, unità e coesione sociale sono indispensabili in queste condizioni. Un clima politico positivo e unitario è la precondizione essenziale per tenere unito il Paese in un passaggio difficilissimo della nostra storia nazionale. Tutti dobbiamo avvertire l’assillo della massima responsabilità per affrontare e superare le sfide che sono dinanzi noi».

Dall’evoluzione del contagio, Speranza trae però un segnale di fiducia dalla reazione della cittadinanza: «In Europa e nel mondo è in corso una terribile tempesta. Il numero dei contagiati da questo virus corre velocemente verso il milione di casi. L’economia frena, mentre le nostre città sono quasi ferme. Sembrava impossibile, eppure in poche settimane sono radicalmente cambiate le nostre abitudini consolidati stili di vita».

La situazione sanitaria è drammatica ma, ha sottolineato, «a oggi ci sono 9.081 posti in terapia intensiva, con un incremento nell’ultimo mese del 75%. Sono stati triplicati i posti necessari a gestire l’emergenza Covid, con 26.424 posti in pneumologia, sono state favorite le nuove assunzioni, con 12 mila nuovi contratti relative al personale sanitario, e altri arriveranno». La conclusione è sul futuro: «Questa crisi dimostra come il sistema sanitario nazionale costruito nel nostro Paese sia il patrimonio più prezioso che possa esserci. Su esso dobbiamo investire con tutta la forza che abbiamo ed è la cosa che conta davvero di più. Anche per onorare chi ha perso la vita nei presidi sanitari, deve tornare a essere strategico l’investimento sulla salute».