«Smettiamola di dire “andrà tutto bene”: o cambiamo o tornerà tutto come prima»

La contrapposizione di virus e salvezza alimenta la speranza senza perdere di vista la realtà che questo virus, o un altro, o un altro ancora, ci accompegneranno per il resto della nostra vita. Con le loro mutazioni, con i loro nomi in codice quasi fossero dei missili alla stregua del V2 della seconda guerra mondiale, condizioneranno le attivitá della societá moderna, tutelando il mondo da quello che potremmo definire un’operositá malata.
Il tentativo di comunicare il contrario fa tenerezza. Sembra il tentativo di un genitore di fronte all’inevitabile che sussurra un cinematografico mantra “andrá tutto bene”. Niente più ammassi informi di persone urlanti e deliranti allo stadio. Niente più feste in discoteca tra trenini e alcolici baci e abbracci. Niente più voli continui tra Occidente e Oriente. Niente più business incontrollato col segno più davanti.
Niente sará come prima, perchè l’esasperazione della vita descritta in questa bacheca dell’ignoranza doveva essere fermata prima o poi. La corsa frenetica al successo, alla visibilitá, all’ipocrisia di raggiungere obiettivi a scapito di amicizia, rispetto, onore, poteva portare solamente alla morte dell’anima. Forse serviva silenzio. Forse serviva un maledetto coronavirus ammazza-cristiani per risvegliare le nostre coscienze come a chiederci: “ma dove cazzo state andando così di corsa?”.
Se ho ragione, i morti non saranno deceduti invano. Se ho ragione, il mondo sará salvo, e noi torneremo ad essere ospiti delicati e in punta di piedi invece di arroganti sbruffoni pieni di ego e psicosi. Se ho ragione, i lavori che si dedicano agli altri saranno strapagati. Se ho ragione, la felicitá sará nell’essere e non nel divenire. Se invece mi sbaglio, avrete avuto ragione voi, e state tranquilli che tornerá tutto come prima.
Davide Librellotto

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