Inps nel caos, condanna unanime da maggioranza e opposizione

Salvini (Lega): «Inaccettabile i dati in piazza. E si intervenga anche sulla burocrazia per artigiani». Serracchiani (Pd): «Bastava una pec con l’iban»

Il caos informatico sul sito dell’Inps nella prima mattina di apertura alle richieste del bonus Cura Italia, ha scatenato una ridda di polemiche legate alle scelte del presidente Inps a cui si sommano le preoccupazioni per gli attacchi hacker denunciati dallo stesso Tridico.

Su questo, il vice segretario del Pd, Andrea Orlando, ha chiesto al Copasir – il Comitato per la sicurezza della Repubblica – di investire i servizi per capire cosa sia realmente accaduto e quali contromisure intenda adottare, «Questi sciacalli vanno fermati immediatamente».

Le opposizioni

Nel frattempo, però, il caso è piombato sul tavolo del confronto fra opposizioni e governo durante il quale il premier Giuseppe Conte – davanti a Meloni, Salvini, Tajani e Maurizio Lupi – ha letto un post in cui il leader della Lega lancia un allarme: «Il governo corra ai ripari o finisce male». Conte ha subito replicato: «Matteo, questo e’ soffiare sul malcontento, alimentare disordine sociale, una cosa diversa dal confronto che stiamo facendo qui”. La risposta di Salvini si è limitata a «se il sito Inps e’ in tilt … e’ in tilt». Dopo il vertice ha aggiunto: «A questi problemi si aggiungono le difficoltà per i dipendenti delle piccole realtà artigiane. Si tratta di centinaia di migliaia di persone: molte di loro sarebbero costrette a iscriversi all’ente bilaterale e a versare gli arretrati per accedere al fondo per la cassa integrazione in deroga. Il governo intervenga: nell’emergenza serve semplificare, e invece la gente rischia di spendere soldi in più».

Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha parlato di «beffa digitale» e il presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, ha definito “paradossali» le rassicurazioni di Tridico.

La maggioranza

Ad attaccare, pero’ non e’ la sola opposizione. Il Partito Democratico giudica «intollerabile» quanto accaduto e critica la scelta di «aver comunicato nei giorni scorsi che questo tipo di accesso sarebbe stata l’unica opzione disponibile per richiedere le indennita’ per professionisti e autonomi», spiega la vice presidente dem, Debora Serracchiani: «Il Pd aveva chiesto di consentire che i commercialisti e gli intermediari, in quanto iscritti all’ordine, potessero spedire una Pec all’Inps certificando le ore di lavoro perse e la richiesta di cassa integrazione, aggiungendo l’iban del dipendente. In questo modo, entro il 10 aprile l’Inps sarà in grado di procedere con un bonifico. Un provvedimento preso in questa direzione aiuterebbe una gestione ordinata e celere del sito dell’Inps e verrebbe incontro alle giuste esigenze dei cittadini».

Anche da Italia Viva arriva la richiesta alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, di riferire alle Camere e con Davide accusa: «Non si puo’ improvvisare in momenti come questo. Tutto si poteva usare: le banche, le poste, i conti correnti, le card a domicilio. Tutto si poteva e si doveva fare tranne che prendere in giro la gente che ha passato la notte davanti al pc e sovraccaricarla di ansia aggiungendo problemi preoccupazioni all’emergenza sanitaria». E Giacomo Portas, deputato indipendente di Italia Viva, suggerisce che si sarebbe potuto copiare il sistema adottato da Poste che ha distribuito le pensioni a scaglioni, in ordine alfabetico.

Infine, «La disorganizzazione dello Stato italiano ha inflitto alle partite Iva un altro colpo: per errore l’Inps ha resopubblici i dati personali di tantissimi utenti, violando la loro privacy. Un fatto gravissimo di cui Conte e Tridico devono assumersi responsabilità” ha scritto su Twitter il vicesegretario di Più Europa, Piercamillo Falasca.

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