«Leroy Merlin, con che faccia Lorenzoni si candida come governatore “ambientalista”?»

Angrilli (Comitato Difesa Alberi e Territorio di Padova): «Le mitigazioni ambientali sono risibili»

Leroy Merlin continua a rinnovare le favole del vicesindaco di Padova, Arturo Lorenzoni, che tanto ha voluto tale colosso commerciale a 500 m dalle mura di Padova in Corso Australia. Titolo fresco ma gravemente fuorviante sul Mattino: “Leroy Merlin, impatto positivo sull’ambiente“. Due anni fa, nell’Agenda 21 da Lorenzoni voluta e pilotata, a una domanda preoccupata di un cittadino sullo smog indotto dal distretto commerciale, egli rispose : «sull’inquinamento io ritengo che l’effetto netto di questa operazione sia vicino a zero….». Agenda 21 concluse, coerente con tali affermazioni, suggerendo vaghe e fantasiose mitigazioni dell’impatto del distretto commerciale.

Adesso Leroy Merlin conferma nella sostanza sia l’atteggiamento di facciata già visto sia dati in linea con il devastante impatto ambientale che avevamo stimato. La multinazionale prevede 2 milioni di clienti all’anno, noi avevamo calcolato 2.5 milioni di veicoli all’anno usando le loro tabelle. Quindi, ipotizzando un veicolo più o meno grande per cliente (nessuno va ad un centro fai-da-te con una bici o a piedi viste le dimensioni e peso degli articoli), circolerebbero circa 2 milioni di auto/furgoni in più in Corso Australia. Le mitigazioni pensate da Leroy Merlin che migliorerebbero l’ambiente sono A) un impianto fotovoltaico da 562 KW, luci a LED e B) 2500 mq di verde piantumato ad alberi vicino al cavalcavia Chiesanuova. Il fotovoltaico richiederà una superficie disponibile per i pannelli di circa 4000 mq, ma dove troveranno una superficie di quasi mezzo ettaro necessaria per tale impianto? Aggiungiamo che l’impianto fotovoltaico non può compensare lo smog prodotto dalle auto ma solo la CO2 risparmiata da energie fossili. I calcoli fatti in base alle tabelle standard di energia solare nel Nord-Italia ci dicono che il fotovoltaico proposto può compensare 300 tonnellate di CO2 all’anno ma, dalle nostre stime riviste, la CO2 prodotta dai veicoli diretti al distretto commerciale supererà le 3000 tonnellate, dieci volte tanto. Gravemente insufficiente come compensazione, altro che impatto positivo!!

Aree boschive di una delle sei isole verdi del cavalcavia Chiesanuova, all’inizio del disboscamento di 4 anni fa a sx (si vedono a sx della foto i mezzi che hanno cominciato gli abbattimenti) e dopo il lavoro (a dx), fatto in violazione dell’art. 14 della L.R. n. 52 del 13/9/1978, modificato dall’art. 31 della L.R. n. 3 del 5/4/2013 a protezione della vegetazione spontanea. Sul verde ci sono problemi ben peggiori: da quale cilindro magico tireranno fuori questa piccola superficie? Dalle aree già boscate vicino al cimitero? Giammai tagliare quel bosco naturale immettendo in atmosfera centinaia di tonnellate di CO2 (diventerebbe combustibile per centrali a biomassa) per sostituirlo con i soliti mini alberi decorativi che piacciono tanto al comune. Oppure ricavano l’area dalle sei isole spartitraffico del Cavalcavia Chiesanuova? Queste fino a quattro anni fa comprendevano oltre 20mila mq di bosco naturale (robinie, pioppi, salici, etc. v. foto) poi, disattendendo le indicazioni del corpo forestale, il comune ha fatto tabula rasa. Noi denunciammo lo scempio inascoltati.

Adesso l’amministrazione le sta poveramente ripopolando con arbustini striminziti. Il Comune con il verde fa il gioco delle tre carte, ovvero lo distrugge e lo ricostituisce sempre più povero. A parte l’individuazione di un’area tutta da verificare, questi 2500 mq tirati fuori dal cilindro bastano a compensare il devastante flusso di CO2 e smog? Adattando i nostri calcoli ai flussi veicolari menzionati, troviamo che, oltre alle 3000 tonnellate di CO2 in più all’anno, saranno da compensare anche 16 milioni di grammi di smog in più, prevalentemente ossidi d’azoto, ma anche oltre 1600 miliardi di microgrammi in più delle supercancerogene PM 2.5 e PM 10 che danneggiano il cervello già alle concentrazioni di soli 10-20 microgrammi per metro cubo (a Padova da anni si superano 50ug/mc un giorno su tre). Le PM 2.5 dalla letteratura scientifica distruggono negli anni la sostanza bianca del cervello e più aumentano più aumenta il rischio di sviluppare la sclerosi multipla e le demenze. Per assorbire tutta la CO2 e lo smog prodotti dal nuovo distretto commerciale ci vorrebbero oltre 100.000 alberi di terza grandezza quale l’acero campestre oppure 20.000 alberi di I-II grandezza quali i pioppi (tra l’altro con effetti di rimozione ottimale che comincerebbero solo dopo 10-15 anni), servirebbe ovvero una protettiva di almeno 30-40 ettari di bosco fitto dedicato alla mitigazione. Superficie che, in una città con oltre il 55% di consumo di suolo, non si trova in tutto il territorio comunale, figurarsi attorno al sito del nuovo Leroy Merlin. Nel fazzoletto di 2500 mq, oltre 100 volte più piccolo del necessario, ci entrerebbero stipati non più di 200-250 alberi di grande taglia (ma con il Comune di Padova è più realistica la scelta di alberi di terza grandezza) che mitigherebbero nel migliore dei casi 70-100 tonnellate di CO2 all’anno.

In conclusione, l’impatto ambientale del nuovo distretto commerciale mitigherebbe, con le soluzioni progettate da Leroy Merlin, al massimo il 13% delle emissioni, ovvero, non più di 400 tonnellate di CO2 su oltre 3000 prodotte annualmente dal traffico e ben poco dello smog. Le compensazioni che la multinazionale propone sono di un ordine di grandezza più basso del necessario e mostra ciò che da anni diciamo: una inequivocabile insostenibilità del progetto, altro che “…impatto molto positivo sull’ambiente”. Chiunque può capire l’entità del pericolo che l’amministrazione di Padova sta portando al benessere e alla salute della cittadinanza per tutelare al meglio gli interessi economici di una multinazionale francese. Con queste premesse, coerenti con altre azioni del vice-sindaco, diventa lecito chiedersi: con che faccia il candidato alle elezioni regionali Arturo Lorenzoni si presenta come l’alternativa ambientalista all’attuale governatore Zaia?