Zaia: «Ordinanza più restrittiva pronta. Ma pensiamo già a riapertura»

Il punto stampa odierno del presidente del Veneto con tutti gli aggiornamenti

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, inizia il punto stampa di oggi, giovedì 2 marzo, leggendo il bollettino aggiornato e facendo una precisazione sui tamponi: «Siamo arrivati quasi 120 mila e ne abbiamo 10 mila da processare. Iniziamo però ad avere dei problemi con kit, tutto il mondo è in difficoltà sul materiale. Ad oggi tutte le Asl dovrebbero avere i primi kit istantanei per poter cominciare a lavorare anche con quelli. Voi vedere che la mortalità sta crescendo perchè abbiamo l’effetto dell’ingresso del virus nelle case di riposo».

«Siamo preoccupati, è un virus importante. Continuo a dire che stiamo lavorando ad un’ordinanza e da ieri sera lo facciamo in base al testo del governo. Ci sarà una proroga e dei nuovi elementi. Il modello funziona, la prossima settimana sarà cruciale. Primi numeri positivi su ricoveri e terapie intensive ma non dobbiamo abbassare la guardia. Non è finita, non fatevi prendere dall’eroismo. Chiederemo ancora sacrifici fino a Pasqua».

«La scuola non è una nostra competenza, non so quando riaprirà ma con questi numeri pensare di portare masse di ragazzi all’interno di edifici e poi tornano a casa lo vedo rischioso».

«Stiamo già pensando a predisporre un piano di riaperture quando sarà il momento e non sarà domani mattina. Dobbiamo evitare l’effetto Hong Kong. Loro hanno aperto con troppa velocità e troppa leggerezza ed hanno dovuto riaprire la quarantena. I veneti la quarantena devono farla una volta sola. Sarebbe un trauma altrimenti. La stagione ci sta aiutando, se fossimo ad ottobre novembre il quadro sarebbe sicuramente più complicato».

«Siamo preoccupati anche per le imprese. Stiamo parlando di 12/13 miliardi di pil perso al mese. Non vorremmo ritrovarci con una Germania che ha adottato delle misure straordinarie facendosi trovare pronta e forte e noi no. L’Europa deve farsi garante e sostenere la ripresa per tutti. Se questo è un nuovo rinascimento solo per la Germania l’Europa è finita. E ve lo dice un europeista convinto. I video di solidarietà non ci servono, sono superati. Il governo italiano continui ad intervenire. Se l’Europa resta fuori da una partita come questa quando mai dovrebbe intervenire? Le imprese stanno soffrendo. Noi restando chiusi non fatturiamo e non produciamo e lasciamo mercati liberi ad altri. Non crogioliamoci nel fatto che l’intero mondo è in pandemia. Alcuni sono molto più sostenuti economicamente di quello che siamo noi».

«Abbiamo raggiunto i 19 milioni con 24677 donazioni. Grazie a tutti. I campeggi di Cavallino hanno donato 1000 soggiorni a tutti gli operatori sanitari che stanno lottando in prima linea in questa settimana. Ieri ho firmato lo stato di emergenza per l’agricoltura del Veneto per avere accesso al fondo di aiuti».