Puglia, governatore ordina requisizione macchinari per il Veneto: «Servono qui»

Emiliano: «L’esecuzione del provvedimento non è ancora avvenuta perchè stiamo cercando di trovare un accordo. Ma quelle macchine devono rimanere qui, anche perchè l’idea dei dispositivi è stata mia»

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha firmato una ordinanza di requisizione di attrezzature sanitarie. E ha ordinato ai carabinieri di prelevare presso lo stabilimento della ditta Masmec due sistemi automatici per le analisi dei tamponi da consegnare al capo del dipartimento Salute della Regione. A riportare la notizia è la Gazzetta del Mezzogiorno precisando che il provvedimento di Emiliano risale al 1° aprile e che, secondo il decreto del 18 marzo, toccherebbe solo alla Protezione civile nazionale, fare un intervento simile.

Masmec è la società di Bari che ha realizzato una macchina per l’estrazione del Rna (la prima fase nella procedura per l’esame del tampone salivare), donandone il primo esemplare al Policlinico, con cui ha messo a punto il protocollo per le analisi. Una macchina da 40 mila euro che funziona bene e che consente di velocizzare il procedimento per le analisi, e di cui la Regione ha chiesto altri due esemplari. Ma la Masmec, che ha anche stipulato un accordo con la Menarini per la fornitura dei reagenti, ha spiegato di dover consegnare le due macchine successive al Veneto e che per la Puglia sarebbe stato necessario attendere fino a fine aprile.

E così Emiliano ha ordinato «la requisizione in proprietà di 2 strumentazioni tecniche complete (piattaforme automatiche e reagenti necessari) realizzate per la diagnosi della positività negatività al Coronavirus. Una sola strumentazione – ha argomentato – non è affatto sufficiente a colmare il delta amplissimo tra le analisi realizzabili in Puglia e quelle realizzabili in altre regioni, perché la capacità della Puglia non arriva a 1.000 tamponi al giorno, mentre in Veneto hanno evidentemente disponibilità di macchine e reagenti in numero tale da
realizzare più di 6.000 analisi al giorno, grazie alla totale deregulation normativa della distribuzione sul territorio nazionale di dette macchine e reagenti». Emiliano ha anche scritto che Masmec ha realizzato la macchina «su impulso del Presidente della Regione»: insomma, l’idea di quel dispositivo è sua.

Ma il patron della Masmec, l’ingegner Michele Vinci, contattato al telefono, appare sinceramente sorpreso. È la Gazzetta a dirgli dell’ordinanza di requisizione e Vinci garantisce che non ce n’è bisogno: «Fino a un quarto d’ora fa – racconta – stavo parlando con il dottor Parisi dell’Istituto zooprofilattico di Foggia cui noi consegneremo due macchine». Ed Emiliano? «Lui ieri era preoccupato perché non gliele davamo. Io non l’ho sentito oggi, ma so che ha parlato molto bene della Masmec». Le due macchine, insomma, resteranno in Puglia: «Ne stiamo producendo quattro – dice Vinci -, la Regione aveva bisogno di due, per cui noi adesso stiamo lavorando in maniera tale da soddisfare questa esigenza». Se sarà così, dicono dalla Regione, l’ordinanza non verrà notificata.

La requisizione, ha poi precisato Emiliano, «non è avvenuta perché di fronte alle legittime esigenze della Puglia la ditta Menarini e la ditta Masmec si sono subito adoperate per trovare l’adeguata soluzione, che è in via di individuazione. E dunque l’esecuzione del provvedimento non è ancora avvenuta perché si sta trovando un accordo. Per tale ragione non era stata data ancora notizia del provvedimento».

(ph: imagoeconomica)