In fuga dalla quarantena: Viminale prepara check point contro esodo di Pasqua

Vertiginoso aumento dei denunciati nella giornata di sabato, quasi 9300. Massima allerta per gli spostamenti della festività

E’ un sabato da record di controlli quello che ci siamo lasciati alle spalle. Sono oltre 9mila, infatti, le persone sanzionate e si tratta del numero più alto da quando, il 26 marzo scorso, si è arrivati all’ultima stretta delle misure di lockdown.

In particolare, su 229.104 persone controllate, sono state 9.284 quelle sanzionate in via amministrativa per i divieti sugli spostamenti, 54 quelle denunciate per false attestazioni e 10 denunciate per violazione della quarantena. Su 87.364 controlli, poi, sono stati 173 i titolari di attività o esercenti sanzionati e 27 le attività chiuse.Guardando al lungo periodo, dall’11 marzo al 4 aprile, le forze di polizia hanno controllato 4.859.687 persone e 2.127.419 esercizi e attività commerciali.

Complessivamente le contestazioni alle persone per violazioni ai divieti anti-contagio sono state 176.767.Il quadro totale mostra una situazione non troppo allarmante, ma i numeri in miglioramento che arrivano dagli ospedali da una parte, e l’arrivo delle festività pasquali dall’altra, potrebbero incentivare chi da quasi un mese è in lockdown ad allentare il rigore mostrato sin qui.

Ecco perché il Viminale si prepara ad implementare controlli e posti di blocco, con una mobilitazione straordinaria dal venerdì Santo al lunedì dell’Angelo. Nel mirino, viene spiegato, ci saranno soprattutto le strade in uscita dalle città, per tentare di bloccare chi vorrà approfittare del ponte per andare nelle seconde case. Sarà il weekend “più complicato”, viene sottolineato, ecco perché oltre a una “mobilitazione straordinaria”, in settimana dal Governo e dai ministri competenti verranno fatti insistenti interventi di moral suasion e veri e propri appelli.

Il ministro Roberto Speranza, ad esempio, è impegnato da giorni a mantenere alto il livello di guardia: «Dobbiamo dire la verità. La situazione resta drammatica. L’emergenza non è finita. Il pericolo non è scampato – ribadisce – Ci aspettano mesi ancora difficili. Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus. Ecco, il verbo giusto è convivere. Almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura».

Il ministro della Salute illustra un ‘piano sanitario” in cinque punti per programmare la ripartenza: mascherine per chi esce e “scrupoloso distanziamento sociale nei luoghi di vita e di lavoro”; “rafforzamento delle reti sanitarie locali”; Covid Hospital; uno studio a campione per capire quanti sono i contagiati in Italia e un’app – modello Corea – sia per mappare gli spostamenti del malato nelle 48 ore precedenti il contagio, sia per la telemedicina, e cioè per avviare una “cura domiciliare” attraverso test clinici e contatti diretti con i medici.

(Ph Imagoeconomica)

 

 

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