«A Vicenza 3 mila domande per riaprire: dov’è responsabilità di Confindustria?»

La Fiom-Cgil dichiara lo stato di agitazione e in tutte le aziende dove non sarà rispettato il protocollo lo sciopero

«Sembra più un assalto alla diligenza piuttosto che la salvaguardia della salute di tutti». Non ci sta Morgan Prebianca, segretario generale della Fiom-Cgil Vicenza, alla notizia che sempre più aziende presentano domanda di deroga al prefetto per poter riaprire, pur non essendo attività essenziali. «A Vicenza siamo arrivati ormai a circa 3 mila domande, intasando anche le istituzioni – evidenzia -. Dove è la responsabilità di Confindustria? Sta invitando i suoi associati a chiedere la deroga e, in contemporanea, continua a fare appelli, spingendo per le riaperture. E mettendo in secondo piano la salute dei lavoratori, dei cittadini, di tutti noi». Il segretario, inoltre, pone l’accento sul fatto che, se si continuerà a non rispettare le regole ed a chiedere deroghe, sarà sempre più complicato bloccare la pandemia: «Serve un atto di responsabilità degli imprenditori, è assolutamente necessario non pensare sempre e solo ai bilanci. Certo arriverà il momento di farlo ma non è adesso».

«Inutile che le aziende affermino che il protocollo su salute e sicurezza firmato tra Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Governo viene rispettato – prosegue -. E’ inaccettabile il comportamento di Confindustria che suggerisce e assiste gli associati per le domande. E’ inaccettabile che continui a contrastare lo stop. Si ripartirà al momento opportuno. Come Fiom dichiariamo lo stato di agitazione e in tutte le aziende dove non sarà rispettato il protocollo dichiareremo, senza esitazione, lo sciopero. La salute e la vita di un lavoratore vale più di qualche euro di fatturato. Confindustria recuperi il suo ruolo sociale, pensi alle responsabilità che hanno le aziende nei confronti del territorio e chi ci abita”.

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