Immunità strutture sanitarie, Ordine Medici Vicenza: «Vergognoso»

«A ieri, erano 80 i medici e gli infermieri morti in Italia. Dei medici positivi al #Covid_19 si è perso il conto, ma si stima che sia stato contagiato il 15% degli operatori. Molti sono attualmente in terapia intensiva, intubati». Inizia così il lungo post di “OMCeO Vicenza”, l’- Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri, che si scaglia contro gli emendamenti al decreto Cura Italia i quali, secondo l’Ordine, «con sfumature differenti, sostengono lo stesso concetto: le condotte dei datori di lavoro non determinano responsabilità penale, civile ed erariale. Nessuno potrà indagare. Quindi nessuna colpa se i DPI non sono arrivati, se i tamponi non sono stati fatti, se respiratori e caschi non sono sufficienti, se la gravità dell’epidemia è stata sottostimata, se l’organizzazione è stata, e continua a essere, incerta, lenta e lacunosa».

«Non c’è stato finora il tempo per fare polemiche – proseguono i medici vicentini – talmente è il lavoro da fare: siamo in piena emergenza e pensiamo a quella, ma va fatta una riflessione su quanti morti avremmo potuto evitare. I politici (n.d.r) cercano un’assoluzione preventiva per sé, mentre farisaicamente plaudono a noi medici, gli “eroi” che devono lavorare con abnegazione e spirito di servizio, e tanto basta. Questi emendamenti – e se verranno ritirati non cambierà il nostro giudizio – sono crudeli, sprezzanti e offensivi per una categoria che sta combattendo una guerra a mani nude correndo rischi enormi per onorare il proprio giuramento. Sono inaccettabili e vergognosi in uno stato di diritto. Come Ordine dei Medici, in accordo con le nostre organizzazioni sindacali, chiediamo che i proponenti li ritirino immediatamente, chiedendoci scusa per aver pensato di assolvere a priori le strutture sanitarie e le istituzioni che avevano la responsabilità e il dovere di tutelarci. I pazienti, i medici, gli operatori sanitari e gli italiani tutti si ricorderemo di queste proposte vergognose. E ne trarranno le conseguenze al momento opportuno».

 

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