Zaia: «Arrivata macchina da 9 mila tamponi al giorno, unici ad averla»

Il presidente del Veneto lancia un appello al governo: «Iniziare già a lavorare per i provvedimenti post-Pasqua, non facciamo tutto all’ultimo minuto»

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha aperto la conferenza di oggi, lunedì 6 aprile, annunciando l’arrivo di una nuova macchina per i tamponi dall’Olanda che ha un «potenziale di 9 mila tamponi al giorno. Siamo gli unici in Italia ad averla. Stiamo diventando autonomi anche con i reagenti e stiamo testando anche i tamponi made in Veneto. Tutto questo per dire che ci siamo. L’aumento dei positivi è direttamente proporzionale con il numero dei tamponi che si vanno a processare».

«Ho sentito il ministro Speranza questa mattina e spero si possa lavorare già da questa settimana per il dopo 13 aprile quando scadrà il DPCM. Comunque ci vuole un provvedimento: o si riapre o si continua a tenere chiuso. Io spero che non si faccia tutto all’ultimo minuto facendo del male a molti. Dobbiamo già iniziare a lavorarci. Questa per il Veneto è la settimana definitiva. Non stiamo abbassando la guardia. Siamo felici perchè il lavoro fatto pesa sulle statistiche e si vede. Questo è merito dei veneti che sono stati in casa. Ma siamo anche preoccupati perchè nel momento in cui si apre dovremo capire cosa accadrà. Il virus c’è. Lo dico perchè bisogna apprezzare il lavoro fatto da noi, nessuno ci credeva inizialmente ma abbiamo avuto ragione. Abbiamo fatto scelte coraggiose e controcorrente. I cambiamenti sono sempre un problema ma le scelte fatte ci danno ragione».

«Volevo ringraziare i giovani che stanno facendo grandi sacrifici e tutti i donatori: stiamo andando attualmente verso i 30 milioni di euro».

«Il 15 c’è una scadenza: le restrizioni sanitarie per esami e visite non urgenti. Stiamo pensando ad una riscrittura ma la speranza è di revocarla. Ho chiesto l’aiuto ai dg degli ospedali per farsi venire delle idee a riguardo. Per quanto riguarda la polemica sugli ospedali vecchi da riconvertire in Covid Hospital, vi assicuro che rimetterli in funzione costa di più che farne uno nuovo».

«A me piacerebbe già aver riaperto ma non possiamo permetterci ricadute. Il rischio deve essere certificato da chi se ne intende. Io immagino che avremo una fase di transizione che ci imporrà di non abbassare la guardia, di avere delle attività che gradualmente tornano alla normalità con attenzione a particolari fasce d’età. Ma mi fermo qui perchè noi non vogliamo andare da soli. Dobbiamo guardare il trend. Finiamola col pubblicare tabelle con il numero di contagiati a livello mondiale. Perchè dipende tutto dai controlli e i tamponati, la Gran Bretagna è l’esempio lampante. Sono molto preoccupato per i veneti all’estero ma io non posso fare nulla. Tutti vogliono tornare a casa».

«Alcuni dei farmaci che stiamo sperimentando stanno rispondendo bene. Ne abbiamo 6, stiamo ancora aspettando l’Avigan ma non dobbiamo creare illusioni».

«E’ iniziato il test sierologico sugli operatori sanitari. E’ una prova che si fa in un campione di 3 mila persone per iniziare ad individuare anticorpi immunizzanti».

«L’apertura delle aziende non compete a noi quindi aspettiamo le decisioni del governo. Ci sono molti imprenditori che si sono proposti come “cavia” nelle riapertura».

«A fine emergenza, le terapie intensive allestite in più rimarranno. Ovviamente quelle che sono state ricavate dalle sale operatorio verranno disallestite»

L’assessore Lanzarin: «Ad oggi lo Spisal ha controllato 3674 aziende e continuano ad andare avanti per verificare che ci siano le condizioni di sicurezza. Fino ad ora tutti in situazioni buone, non ci sono state chiusure ma osservazioni. Da ieri entrate in azioni nuove forze per somministrazione farmaci a domicilio e nelle case di riposo per dare una mano ai medici di base e agli altri impegnati su questo fronte».

L’Assessore Bottacin: «8 milioni 342 mila di mascherine consegnate ai Comuni, c’è più di una mascherina e mezza per abitante. Stiamo cercando di essere più capillari possibile».