Veneto dice sì all’acqua alla spina e no alle bottiglie di plastica monouso

Soddisfatto Conte (FI): «L’obiettivo è portare dispenser negli ospedali». Per Zanoni (PD) «è un passo avanti ma si poteva osare di più». M5S deluso: «Bocciato nostro emendamento che coinvolgeva anche privati»

La Regione Veneto ha approvato all’unanimità il Pdl per la promozione dell’acqua alla spina riducendo l’uso delle bottiglie in plastica monouso. «Senza alcun motivo valido il Consiglio regionale ha respinto un nostro emendamento, a firma Baldin, ai Progetti di legge accorparti nr. 453 e 455 sulla riduzione dell’utilizzo delle bottiglie di plastica monouso». Questa la posizione dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti, Manuel Brusco, Simone Scarabel ed Erika Baldin, rispetto a una legge che «incentiva l’uso di distributori alla spina solo in strutture e sedi pubbliche. L’emendamento voleva che la Regione allargasse la propria azione promuovendo prodotti sfusi e alla spina anche nella vendita privata e nella distribuzione commerciale. Si trattava di incentivare la conversione di esercizi commerciali già esistenti e di consentire l’apertura di nuovi. La nostra proposta emendativa era pienamente in linea con la Legge di Bilancio regionale 2019, che prevedeva un credito d’imposta del 36% ai privati che riducano l’uso di plastica monouso per il biennio 2020 e 2021, recependo così le Direttive europee – affermano gli esponenti Pentastellati – Non solo: si prendeva spunto dalla Legge regionale della Regione Marche n. 27/2019, che oltre a regolamentare l’utilizzo delle plastiche, prevedeva fondi a copertura delle spese sostenute per il programma di sviluppo sostenibile. Davvero non si spiega l’atteggiamento della Maggioranza in Consiglio regionale del Veneto – ribadiscono in conclusione Berti, Brusco, Scarabel e Baldin – Riteniamo che l’emendamento sia stato respinto in modo immotivato, e che così facendo si sia persa un’importante opportunità per la riduzione delle plastiche monouso nella nostra regione».

Soddisfatto invece il consigliere regionale Maurizio Conte (FI/VpA) che spiega come «il Progetto di Legge che abbiamo appena approvato in aula ha preso il via ad Agosto dello scorso anno ed è il risultato dell’unificazione di due proposte normative, una delle quali è stata redatta dal sottoscritto: “Promozione dell’utilizzo di dispenser di acqua alla spina nelle strutture ospedaliere”. Un risultato legislativo degno di una Regione come la nostra che vuole coniugare la valorizzazione della risorsa acqua potabile alla riduzione dell’utilizzo della plastica monouso. Adesso possiamo fare il passaggio successivo: valorizzare il consumo di acqua di acquedotto grazie all’installazione di dispenser collegati alla rete pubblica. Ora l’obiettivo prioritario diventa avviare un’azione di riduzione del consumo dell’acqua in bottiglia di plastica, nelle strutture pubbliche, in particolare nell’ambito delle strutture ospedaliere. I degenti, i visitatori e il personale ospedaliero potranno bere acqua naturale a temperatura ambiente o acqua naturale e frizzante refrigerata, filtrata direttamente dal rubinetto, sicura e igienizzata. Grazie ai dispenser d’acqua collegati alla rete idrica sarà possibile eliminare completamente il rifiuto costituito dalle bottiglie di plastica, ridurre i costi associati all’acquisto delle bottigliette d’acqua, nonché il trasporto e lo stoccaggio delle stesse».

Anche il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni si dice soddisfatto: «Con questa legge proviamo a promuovere un cambiamento di mentalità e stile di vita. Certo non è un provvedimento perfetto, si poteva osare di più con obiettivi maggiormente ambiziosi, ma è senza dubbio un primo passo in avanti. È una proposta buona per l’ambiente e il portafoglio dei cittadini, per cui non possiamo che essere d’accordo ma invito il Consiglio regionale a dare il buon esempio: mi rivolgo all’Ufficio di presidenza affinché, al di là dei contratti in essere, l’attuale gestore metta a disposizione brocche di vetro con acqua di rubinetto, sia in mensa che durante il lavoro delle commissioni. Dobbiamo far passare il messaggio che l’acqua di rubinetto è buona ed è più controllata e garantita di quella minerale. Come Partito Democratico, abbiamo presentato un PdL più completo, che speriamo venga presto discusso in aula, per incentivare ancora di più il porta a porta, rendere più efficace il riciclo, rafforzare la lotta all’usa e getta e agli imballaggi in plastica. Il Veneto è più avanti rispetto ad altre realtà, ma la strada da fare è ancora lunga».

(ph: shutterstock)

Tags: