Coronabond e Mes, Juncker sta con l’Italia: «Olanda irresponsabile»

L’ex presidente della Commissione Europea: «C’è il rischio che i Paesi del sud si rivoltino contro il progetto europeo»

L’atteggiamento dell’Olanda, che sta bloccando una risposta comune europea all’emergenza coronavirus con il suo no ai coronabond e la sua insistenza per condizioni stringenti in caso di ricorso al Mes, «è irresponsabile». La dura presa di posizione è arrivata dall’ex presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, in un’intervista al quotidiano francese Liberation.

Bloccare l’utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità «perché si tiene in maniera ostinata, ideologica e religiosa alla
messa in atto di una condizionalità severa è irresponsabile. L’inflessibilità olandese è tanto più incomprensibile, dal momento il Mes non sarà sufficiente a rilanciare le economie europee. Rilancio per il quale sono invece necessari i coronabond».

«Nel dicembre del 2010 – ricorda l’ex presidente della Commissione Ue – in qualità di presidente dell’Eurogruppo, avevo proposto la creazione di eurobond in modo che tutti i membri dell’eurozona beneficiassero dello stesso tasso di interesse. Ma c’è una differenza con i coronabond: non si tratta di mutualizzare i debiti nazionali pregressi, un’idea contro la quale si è levata mezz’Europa, ma di mutualizzare il debito che si farà dopo l’attuazione di misure di
bilancio necessarie per rispondere alla crisi del coronavirus».

«Si tratta di organizzare in maniera solidale questo finanziamento della crisi attuale mettendo insieme diversi strumenti: Bei, Mes, bilancio europeo e infine coronabond. Il discorso dell’Olanda – continua – consiste nel dire che non si deve pagare per i debiti degli altri: ma non si tratta di pagare per i debiti del passato, ma di organizzare il finanziamento futuro dei costi della crisi». Quanto poi alle parole pronunciate nei giorni scorsi dal ministro delle Finanze dell’Aja, Wopke Hoekstra, che aveva sollecitato «un’inchiesta sui soldi spesi dai Paesi del sud Europa», l’ex presidente dell’esecutivo di Bruxelles le definisce «curiose, sbagliate e scandalose».

Juncker infine ammette: «Esiste il rischio che i Paesi del sud si rivoltino contro il progetto europeo se l’Unione non saprà reagire con lo slancio di solidarietà che serve».

(ph: shutterstock)

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