Lanzarin: «Positivi non isolabili a casa, albergo a 50 euro al giorno»

L’assessore veneto alla Sanità ha risposto alle domande della commissione sull’emergenza Coronavirus: «Ammetto che ci sono stati dei problemi a processare i tamponi soprattutto a Padova e Verona»

Oggi, in apertura dei lavori della Quinta commissione consiliare permanente, l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin ha risposto alle domande dei commissari in merito all’emergenza Coronavirus in Veneto. Nella seduta odierna della Quinta commissione, presieduta da Fabrizio Boron (ZP), con vicepresidente Fabiano Barbisan (CDV), è stato approvato a maggioranza il bilancio preventivo economico di Azienda Zero/GSA relativo all’esercizio 2020. Il bilancio è in linea con il quadro programmatico regionale, delineato a fine esercizio 2019. La previsione per l’anno 2020 dei costi e dei ricavi è stata valutata secondo il criterio prudenziale, nell’ottica di garantire l’equilibrio di bilancio. Nell’anno corrente, verranno proseguite le attività già in essere, come la gestione del rischio clinico e del contenzioso; il telesoccorso e il tele controllo. Inoltre, saranno attivate ulteriori linee di sviluppo: in primis, l’implemento dei sistemi informativi e informatici, con l’avvio del fascicolo sanitario elettronico. Quindi: la centralizzazione in Azienda Zero delle attività amministrative contabili legate agli indennizzi; la centralizzazione degli acquisti dei farmaci. E’ stato votato a maggioranza, senza voti contrari, il provvedimento della Giunta regionale che dispone l’accreditamento istituzionale del Centro servizi per persone anziane non autosufficienti “Anna Maria Bressanin – Ala Est” di Borgoricco, gestito dall’Ipab Centro residenziale per anziani di Cittadella. Si tratta di una nuova Unità di offerta assistenziale; vengono messi a disposizione 44 posti letto complessivi, 24 dei quali per pazienti che palesano un maggiore bisogno assistenziale.

Filiera assistenza

«Le persone con sintomi vengono ricoverate, a seconda delle diverse necessità, prima in terapia intensiva, semi intensiva, infettiva, o in pneumologia; poi, transitano presso gli ospedali Covid, attivati in ogni provincia. Invece, le persone dimesse che non possono tornare a casa in quanto ancora bisognose di assistenza, trovano ospitalità all’interno degli ospedali di comunità. I pazienti che potrebbero fare ritorno alle proprie abitazioni, ma sono impossibilitati non potendosi isolare, potranno essere accolti presso strutture alberghiere: con una DGR approvata martedì scorso, abbiamo raggiunto un accordo con Feder Alberghi per garantire ai pazienti tariffe onnicomprensive agevolate (50 euro al giorno)».

Assistenza a domicilio

«Tramite un Bando pubblico di Azienda Zero, siamo riusciti ad attivare circa 20 Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), che garantiranno l’assistenza a domicilio a pazienti sintomatici, sospetti o positivi, anche in collaborazione con i Medici di Medicina generale.

Tamponi e test rapidi

171.456 è il totale dei tamponi effettuati; all’inizio, dal 21 febbraio, giorno in cui è sorta l’emergenza, solo l’Azienda ospedaliera di Padova li processava, garantendone circa 1000/1500; successivamente, esplosa la crisi, abbiamo iniziato a fare tamponi presso tutti gli ospedali Hub e autorizzato anche i Poli di Schiavonia e Santorso. In sintesi: siamo riusciti a passare dai 3300 tamponi delle prime settimane ai 19mila odierni; 11mila, più gli 8mila effettuati dal nuovo macchinario acquistato a Padova. Ammetto che ci sono stati problemi con la processione dei tamponi in alcune zone, in particolare a Padova, con 8mila accumuli, e a Verona, con 4mila: questo è stato dovuto alla mancanza di un numero sufficiente di reagenti. Stiamo comunque portando avanti un metodo di lavoro misto: tamponi e kit rapidi. Azienda Zero ha acquistato 100mila test rapidi, dei quali ne abbiamo già a disposizione 60mila. Un Comitato scientifico regionale ha valutato 7 marche diverse di test, optando alla fine per le 2 che stiamo utilizzando. Analogo controllo è stato effettuato sui farmaci».

Case di riposo

«Abbiamo effettuato uno screening totale nelle Case di riposo su ospiti e operatori, con il coinvolgimento di 183 strutture e 23300 persone. 8079 sono stati i tamponi effettuati, sono risultati positivi 1471 soggetti, mentre 143 sono stati i ricoverati. Su 21036 dipendenti, invece, sono stati effettuati 9429 tamponi; 805 sono stati i positivi. Abbiamo effettuato gli screening anche all’interno di diverse strutture per disabili non autosufficienti».

Spisal e mascherine

«Sono state svolte dagli Spisal 4032 ispezioni, con il coinvolgimento di circa 200mila lavoratori; stiamo valutando di riconoscere specifiche indennità di rischio. Abbiamo acquistato un totale di 24 milioni e 700 mila mascherine protettive».

Professor Palù e professor Crisanti

«Azienda Zero ha contrattualizzato il professor Palù, richiamandolo in servizio per far fronte a questa emergenza; il professionista lavora presso il SER e si sta occupando di effettuare test sierologici. Con il professor Andrea Crisanti, Direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, stiamo invece valutando la fattibilità di un progetto che possa garantire uno screening per le categorie più a rischio contagio, come i cassieri dei supermercati, i farmacisti e le forze dell’ordine».

Investimenti

«Chiudo con l’ammontare degli investimenti effettuati per affrontare l’emergenza per tamponi, reagenti, dispositivi di protezione, camici, ecc… abbiamo speso, fino a cinque giorni fa, circa 92 milioni di euro».