Mascherine, facciamo chiarezza: dove trovarle, prezzi, tipologia e utilizzo

La richiesta è enorme ma qualcosa pare si stia finalmente sbloccando. Ecco alcune informazioni utili

La richiesta di mascherine, nel pieno della peggiore emergenza sanitaria dal dopoguerra è enorme ovunque, non solo in Italia. Le filiere produttive gravate da una domanda decine di migliaia di volte superiore allo standard, riescono a soddisfare a spot l’utenza sia in termini di tempo che geografici. Federfarma comprende quanto i costi di produzione possano lievitare per ragioni legate al personale, alle ore di straordinario, alle nuove filiere produttive, ma vigila soprattutto nella tutela del cittadino, sensibilizzando i propri associati alla necessaria cautela nell’acquisto, in particolar modo, da fornitori comparsi solo “recentemente”.

La reperibilità delle mascherine contro il contagio da Covid-19 è complessa, ma qualcosa pare si stia finalmente sbloccando nonostante richieste abnormi, complessità di sdoganamento per carenza di personale, doverosi controlli di Guardia di Finanza, Nas dei Carabinieri e altrettanto doverosi sequestri di mascherine da destinare al personale medico, assistenziale e della Protezione Civile. Dal canto loro tutti i farmacisti si impegnano in una serrata ricerca quotidiana per soddisfare anche la richiesta di protezione e sicurezza che viene dal cittadino comune che spesso assiste persone anziane o malate in casa.

«Una questione importante riguarda i prezzi che sono variabili al pubblico in relazione alla tipologia di mascherina, ovviamente la FFP2 costa molto di più rispetto a quella chirurgica – spiega Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona -. Ma quello che varia molto e oscilla continuamente in questo periodo è il prezzo di acquisto. Federfarma non può imporre tariffe comuni, ma si batte con gli associati affinché il ricarico sia il più etico possibile.
Il farmacista mette gratuitamente a disposizione della popolazione la sua competenza sull’utilizzo delle mascherine che, per altro, come tutti gli operatori sanitari deve indossare per tutto l’arco del turno professionale».

MASCHERINE CHIRURGICHE

Le mascherine chirurgiche hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell’ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i.. Sono utilizzate in ambiente ospedaliero e in luoghi ove si presti assistenza a pazienti (ad esempio case della salute, ambulatori, ecc).
Le mascherine chirurgiche, per essere sicure, devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com), che prevede caratteristiche e metodi di prova, indicando i requisiti di:
• resistenza a schizzi liquidi
• traspirabilità
• efficienza di filtrazione batterica
• pulizia da microbi.
La norma tecnica di riferimento UNI EN ISO 10993-1:2010 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com) ha carattere generale per i dispositivi medici e prevede valutazione e prove all’interno di un processo di gestione del rischio.

MASCHERINE FFP2 e FFP3

I facciali filtranti (mascherine FFP2 e FFP3) sono utilizzati in ambiente ospedaliero e assistenziale per proteggere l’utilizzatore da agenti esterni (anche da trasmissione di infezioni da goccioline e aerosol), sono certificati ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate (UNI EN 149:2009, scaricabili gratuitamente dal sito https://www.uni.com).
La norma tecnica UNI EN 149:2009 specifica i requisiti minimi per le semimaschere filtranti antipolvere, utilizzate come dispositivi di protezione delle vie respiratorie (denominati FPP2 e FPP3), ai fini di garantirne le caratteristiche di efficienza, traspirabilità, stabilità della struttura attraverso prove e test tecnici.

ALTRI TIPI DI MASCHERINE

Ogni altra mascherina reperibile in commercio, diversa da quelle sopra elencate, non è un dispositivo medico né un dispositivo di protezione individuale; può essere prodotta ai sensi dell’art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020, sotto la responsabilità del produttore che deve comunque garantire la sicurezza del prodotto (a titolo meramente esemplificativo: che i materiali utilizzati non sono noti per causare irritazione o qualsiasi altro effetto nocivo per la salute, non sono altamente infiammabili, ecc.). Per queste mascherine non è prevista alcuna valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’INAIL.
Le mascherine in questione non possono essere utilizzate in ambiente ospedaliero o assistenziale in quanto non hanno i requisiti tecnici dei dispositivi medici e dei dispositivi di protezione individuale. Chi la indossa deve comunque rispettare le norme precauzionali sul distanziamento sociale e le altre introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

(ph: imagoeconomica)

Tags: