Protesta all’ospedale di Schiavonia: 22 sindaci denunciati per assembramento

I primi cittadini, che rispettavano le misure di sicurezza e indossavano la mascherina, stavano tenendo una conferenza stampa per chiedere la graduale riapertura alla popolazione locale del nosocomio

22 sindaci della Bassa Padovana si sono ritrovati oggi davanti all’ospedale di Schiavonia per una conferenza stampa e un’azione di protesta per chiedere la graduale riapertura alla popolazione locale di una parte delle attività ordinarie del nosocomio, ora divenuto a Covid Hospital, e sono stati denunciati per assembramento. I primi cittadini, che stavano rispettando le misure di sicurezza e indossando le mascherine, sono stati fermati dai vigili del comune di Monselice che hanno denunciato tutti i presenti, giornalisti inclusi.

Il gruppo consiliare del Partito Democratico esprime la sua solidarietà: «I sindaci sono le prime sentinelle sul territorio e le loro preoccupazioni sono quelle dei cittadini. Devono essere ascoltati, come chiedono da giorni a Zaia, non denunciati. Quanto accaduto oggi non ha alcuna giustificazione. Migliaia di cittadini chiedono la parziale riapertura delle attività ordinarie del nosocomio, trasformato in Covid Hospital e l’azione di oggi era inevitabile, vista la latitanza della Giunta. Non sappiamo quando finirà l’emergenza, è impensabile lasciare circa 180 mila persone senza servizi sanitari primari come il Pronto soccorso; è una questione di sostanza, non un capriccio. C’è poi un problema di forma, non secondario: da oltre un mese i sindaci attendono risposte dalla Regione e Zaia, che quotidianamente rimbalza tra una conferenza stampa e l’altra, non ha ancora trovato un’ora di tempo per incontrarli e definire un cronoprogramma. Anche loro rappresentano i cittadini e sono stati eletti esattamente come Zaia: meritano rispetto!».

Solidarietà anche dal consigliere regionale Maurizio Conte (Forza Italia – Veneto per l’Autonomia): «Vedere l’uso di questi sistemi di repressione del diritto dei Primi Cittadini, tutori della salute pubblica, di esprimere il disagio di chi in quel territorio ha bisogno di servizi sanitari, al di là della gestione dell’emergenza Coronavirus, mi porta a sottolineare la necessità che certe scelte, anche se dovute all’emergenza, non possono essere imposte compromettendo la libertà e la tutela dei diritti dei cittadini di un territorio. Questa sicuramente non è l’Autonomia che chiediamo; diventa invece una nuova forma di accentramento decisionale: io sto con i sindaci».

(ph: Facebook Luca Callegaro)