Zaia: «Impennata positivi perchè li cerchiamo, sanità di qualità»

Il presidente del Veneto nel punto stampa di oggi, 9 aprile: «Da Banca Intesa 6 milioni e mezzo». E legge lettera di una bimba: «Dono alla regione i soldi che avrei usato per le bomboniere della mia comunione»

Il presidente Luca Zaia ha iniziato la conferenza stampa di oggi, giovedì 9 aprile, illustrando i dati del bollettino regionale. «Ci aspettiamo un’impennata dei positivi per via dei tamponi fatti che sono aumentati. Ne abbiamo tanti perchè li cerchiamo, è un indicatore della qualità della sanità. Vorrei ricordare e fare le mie condoglianza a chi non c’è più. Stamattina è morta nel reparto di terapia intensiva di Treviso dov’era ricoverata da diverse settimane, la dottoressa Samar Sinjab».

«I dati delle donazioni: siamo arrivati a 28.675 versamenti, abbiamo 31 milioni 592 mila euro. La Banca Intesa ci ha donato 6 milioni e mezzo. Donati ai medici bottiglie di Prosecco, soggiorni nelle nostre località di mare, uova pasquali. Grazie a tutti».

«E’ arrivato un ospedale da campo versione luxury donato dal Qatar con 22 ingegneri e coprirà un’aerea di oltre 5 mila metri quadrato. Ci è stato regalato fornito di tutto, quasi 500 posti letto. Ringrazio il Qatar, un atto di donazione che costa milioni di euro. E potrà essere utilizzato in futuro per qualsiasi emergenza».

«Il 22 aprile firmeremo l’accordo di programma per il policlinico universitario di Padova. Stanno accadendo tante cose belle anche se purtroppo non hanno visibilità nella cronaca quotidiana. Voglio ricordare anche il nuovo corso di laurea di medicina a Treviso».

«Io non ho chiuso i mercati dell’alimentare aperti come DPCM, ho solo detto che servono mascherine e guanti per entrare, che bisogna delimitarli e che ci vuole un’entrata e un’uscita».

«Mi scrivono altri bambini, ecco la lettera di Vittoria Maria nel Vicentino: ho 10 anni e in questi giorni avrei dovuto ricevere la comunione. Ho voluto donare i soldi che avrei usato per bomboniere per aiutarvi».

«Alle critiche dei medici in prima linea senza protezioni rispondo: come potevamo immaginare, prevedere la situazione di emergenza? Sul mercato non c’erano mascherine, questa mancanza è stato un dramma, camici, guanti, non si trovava niente. Poi se qualcuno vuole sostenere che sul mercato c’era di tutto, noi abbiamo tutte le prove per dimostrare il contrario. Adesso sì ci sono mascherine sul mercato ma bisogna mettere i privati nelle condizioni di acquistare importandole».

Per quanto riguarda i garden center Zaia spiega: «Sono stati chiusi solo i negozi dei vivai implementando la vendita a domicilio, alla grande distribuzione e ai consorzi agrari. In più abbiamo aggiunto la possibilità di fare manutenzione del verde sia in spazi pubblici che privati. Comunque l’ordinanza sabato decade e ha avuto una vita di 7 giorni, nata su richiesta proprio del mondo del florovivaismo».

«Si potrà ripartire solo con i dispositivi di protezione e la misurazione della temperatura durante la giornata. Quindi occorrono i dispositivi di protezione per far ripartire le aziende e ripartire noi. Se non ci sono divieti solidi da parte della comunità scientifica occorre partire dalla revoca dell’ordinanza che non permette di acquistare e importare dispositivi di protezione».

«Il lockdown in Veneto? Scrivetelo pure che non esiste più, inutile fingere di non vedere, molte imprese sono aperte».

«Il dibattito europeo? E’ avvilente, se non vomitevole, e l’Europa è latitante. L’Ue dimostra la sua inutilità e lo dico non da antieuropeista».