L’autocertificazione di inutilità dell’Unione Europea

Soldi veri, quasi niente. La prospettiva del Mes è più che reale. E il governo Conte nasconde il diavolo nei dettagli del decreto

La potete girare come volete, ma la realtà amarissima uscita dall’Eurogruppo dell’altro ieri è questa: no ai coronabond, con il contorno miserrimo di una bozza che prevede pochissimi soldi veri. E’ l’autocertificazione d’inesistenza dell’Unione Europea, che non ha compreso la crisi a cui ci avviamo: una contrazione del Pil più che doppia rispetto alla crisi del 2008.

I quattro punti dell’accordo dei ministri finanziari, che passerà poi al vaglio del Consiglio Europeo dei capi di governo, fanno cadere le braccia. C’è l’ipotesi di una linea di credito del Mes per un massimo del 2% del Pil di ogni Paese, che per noi signigica 35 miliardi (su 14 che abbiamo versato…). La versione light del Mes è una balla: all’articolo 1, comma 3, del trattato che lo istituisce si legge che “La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetto a una rigorosa condizionalità”. Finito l’ossigeno immediato dei prestiti, saranno lacrime e sangue per ripagarli. L’intesa su questo punto è chiarissima: “La linea di credito sarà disponibile fino alla fine dell’emergenza. Dopo, gli Stati restano impegnati a rafforzare i fondamentali economici, coerentemente con il quadro di sorveglianza fiscale europeo, inclusa la flessibilità”. In ogni caso, si parla solo di spese mediche per ora, come ha sottolineato l’Olanda. Quanto al Recovery Fund, il vagheggiato fondo per la ripresa, non si ha notizia che abbia un solo euro nella sua eventuale cassa. Ad oggi stiamo parlando del vecchio bilancio Ue, perchè quello nuovo deve essere ancora approvato dal Consiglio d’Europa. E tutto si giocherà sui tempi.

Dal canto suo, l’ineffabile ministro Gualtieri dichiara al Sole 24 Ore che i 400 miliardi alle imprese arriveranno entro l’anno. Sì, ma intanto le imprese a giugno dovranno versare copiose tasse su redditi non prodotti. E quella cifra corrisponde a prestiti, non a soldi a fondo perduto. Naturalmente il ritardo è dovuto alle procedure. Facciamo un confronto? Secondo MilanoFinanza, in Usa ci vogliono 7 minuti per compilare il modulo per il finanziamento e in Svizzera 500 mila euro arrivano in 3 ore. L’auto reale dello Stato arriverà da Sace (Cassa Depositi e Prestiti), che pagherà 12 miliardi in sei anni come assicurazione sui prestiti. Ma il diavolo sta nei dettagli. Il grosso delle società hanno un fatturato che non supera i 3,2 milioni di euro. Potranno chiedere fino a 800 mila euro, con garanzia al 90% elevabile a 100% attraverso Confidi. Bisogna però rivolgersi al Fondo di Garanzia per le pmi gestito dal Mediocredito Centrale, ma – attenzione – con preventiva autorizzazione dalla Commissione Europea. Per noi occorre il nulla osta di Bruxelles, mentre alle piccole e medie imprese britanniche la Commissione ha fatto affluire 57 miliardi di euro di aiuti, per carità legittimi dato il regime di transizione per la Brexit, ma comunque uno schiaffo alla nostra economia. Questa è la cosiddetta “Europa”.

(ph: Imagoeconomica)