Concerto di Pasqua online: i Solisti Veneti suonano la “Primavera” di Vivaldi

In questi giorni difficili che ci vedono necessariamente in casa e quindi lontani dai teatri e dalla musica dal vivo,  i “Solisti Veneti” hanno pensato di “entrare” nelle case delle persone. Per far conoscere la musica classica e le persone che con essa lavorano, e che sono in crisi come tanti altri lavoratori a causa delle chiusure. “I Solisti Veneti” sono convinti che la musica ci unisca tutti, ci aiuti a superare la solitudine tenendo sempre alto lo spirito. La musica è bellezza e la bellezza ci salverà. Coltiviamola.

Per questo “I Solisti Veneti” hanno lanciato sulla pagina Facebook dell’orchestra  ben due progetti. Il primo, ancora in itinere, vede schierati alcuni solisti (Lucio Degani violino; Giuseppe Barutti violoncello, Gabriele Ragghianti contrabbasso, e a seguire: Lorenzo Guzzoni per il clarinetto e Paolo Grazia per l’oboe) che suonano un brano eseguito col loro strumento, sempre invitando le persone a restare a casa ma anche ad ascoltare la musica classica.

Il secondo progetto è invece in linea con quanto stanno proponendo molte orchestre nel mondo, ovvero un concerto eseguito dai singoli solisti nelle loro case per la parte di loro competenza e successivamente riunito insieme in un unico video.

In questo che vi proponiamo per gli auguri di Buona Pasqua, i Solisti hanno scelto l’incipit de La Primavera di Antonio Vivaldi, simbolo del repertorio dell’orchestra fondata dal maestro Claudio Scimone, in cui si esibiscono alcuni dei componenti della storica orchestra con il nuovo direttore, il maestro Giuliano Carella.

Antonio Vivaldi, ordinato sacerdote nel 1704 (era detto il Prete Rosso, probabilmente – secondo taluni – per il colore dell’abito proprio dei sacerdoti che insegnavano musica negli Ospedali), ma ben presto esonerato dall’incarico di celebrare la Messa per un’infermità da lui definita strettezza di petto, Vivaldi era stato assunto nell’Ospedale della Pietà (dove si educavano trovatelle veneziane), con l’incarico di insegnante di violino e Maestro dei Concerti e approfittò di questa posizione per creare una delle più famose scuole di musica che la storia ricordi: ad ascoltare le Messe domenicali e i concerti delle fanciulle della Pietà venivano viaggiatori entusiasti da tutta l’Europa fra cui i sovrani e i massimi musicisti dell’epoca. In seguito, diede sempre maggiore importanza alla sua attività di operista scrivendo più di novantaquattro opere, svolgendo per circa un quarto di secolo l’attività di impresario del Teatro Sant’Angelo, vivendo inoltre a lungo con una cantante di successo, Anna Girò.

Molte delle innovazioni portate da Vivaldi nel campo della musica strumentale provengono proprio dalla sua esperienza nel mondo della musica teatrale, iniziata sicuramente nella veste di strumentista ben prima che iniziasse a comporre per la scena. Nella sua pratica di teatro e altrove Vivaldi frequentava i più grandi letterati, pittori, architetti della sua epoca (le sue scenografie sono firmate da artisti quali Canaletto e Bibiena, i suoi testi talora dallo stesso Goldoni) e suonava circondato dalle opere dei grandi artisti dei periodi precedenti. Secondo la concezione veneziana dell’unità delle arti la musica di Vivaldi è nata in simbiosi con la grandiosa arte veneta di Tintoretto, Veronese, Tiziano, Canaletto; nella sua arte si riflettono i colori radiosi dei cieli di Tiepolo e le geniali e armoniose architetture di Palladio. Per questo il video realizzato da Enzo Ligresti, violinista per I Solisti Veneti, usa la dimensione teatrale e il sipario a conclusione del video.

Le Stagioni di Vivaldi sono il primo vero capolavoro della storia del Concerto solista (quello in cui uno strumento solista si contrappone al Tutti dell’orchestra in un dialogo dominato dal suo virtuosismo e dalle sue capacità espressive: una delle forme dominanti della storia della musica strumentale fino ai giorni nostri). Nella loro esecuzione “I Solisti Veneti” hanno corretto alcuni errori di interpretazione come l’inizio del Concerto La Primavera che normalmente gli esecutori moderni suonano “staccato”, mentre il medesimo inizio appare nel Coro che apre l’Opera Dorilla in tempe il che rivela nel modo più evidente la natura cantabile di questa famosa frase che va quindi eseguita con tale espressione.

Con questo video l’orchestra de “I Solisti Veneti” vuole quindi augurarvi una Buona Pasqua e, sperando di tornare prestissimo a esibirsi in pubblico, ribadisce: #iorestoacasa ma #ioascoltolaclassica

Tags: