«Coronavirus: la paura, sofisticata signora alla quale dare del Lei»

L’intervento del direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Domenico Scibetta, direttore generale dell’Ulss 6 Euganea.

“Una domanda sparata a bruciapelo, mentre stavamo visitando le nuove tende di biocontenimento del Covid Hospital di Schiavonia, tende di terapia semi-intensiva, le stesse utilizzate dall’aeronautica militare per trasportare i malati affetti da Sars. “Lei ha mai avuto paura?”, mi ha chiesto un giornalista, senza girarci attorno, non appena avevo terminato di illustrare questa tecnologia che garantisce un isolamento ambientale assoluto, restituendo aria purissima a chi il respiro lo sta perdendo causa Covid.

“Benedetta sia la paura vera!”, ho risposto: è lei che dà l’abbrivio contro questo nemico maledetto, invisibile pestilenza senza volto e senza account, leone muto di ruggito che rimpicciolisce le sicurezze del nostro mondo, comprimendolo in un cerchio da un metro di raggio. Non gode di bella fama nè di buona stampa naturalmente, ma la paura sa essere un sentimento sano dall’azione salvifica, quella spinta subitanea che, per metterti al riparo dalla furia del tornado, ti fa prendere il largo e partire. Partire, senza ventiquattrore appresso, per un viaggio dai contorni fumosi, nebbiosi, incerti. Ma è lei che dà vento alle tue vele, ti spinge ad andare e andare e andare ancora, costringendoti ad essere lucido, a cercare un andamento, a prendere le misure giuste sulla carta geografica, a dare il meglio di te stesso per aver salva la pelle, e la vita. Non solo la tua ma anche quella degli altri, s’intende, quando si occupano poltrone apicali. La paura, quella dominata – non cavallo scosso, non furia cieca, non salto nell’abisso  – costringe muscoli, tendini, nervi e pensieri a concentrarsi sull’obiettivo, a passare in rassegna rapidissimamente tutte le possibili strade, a orientare la tua bussola verso la stella polare, e trovare soluzioni razionali.

La paura è difesa. È condanna a non rassegnarti: finisce così che non hai scampo se non il procedere. E allora getti via l’orologio, dai fondo all’esperienza dirigenziale e fiato alla valenza dei tanti, tantissimi professionisti della tua Azienda socio-sanitaria che non è fatta solo di ospedali, pesti sull’acceleratore dell’organizzazione. Eccola la paura governata contro il virus che può annidarsi su una maniglia di porta, in una bocca spalancata per dire “ciao”, in una ignara mano tesa. Signora paura è una compagna inevitabile, ma ciascuno può scegliere se diventarne schiavo. O padrone”.

Dottor Domenico Scibetta, Direttore Generale Ulss 6 Euganea