«Parata 2 giugno dedicata ai nuovi eroi: medici e infermieri»

«Il 2 giugno cade in un periodo in cui è difficile pensare che si possano realizzare assembramenti di folla o
di autorità significativi come quelli a cui siamo stati abituati negli ultimi decenni». Lo afferma il generale Marco Bertolini, ex comandante del Comando operativo di Vertice Interforze, sul 2 giugno, Festa della Repubblica, ai
tempi del coronavirus. «Il 2 giugno nel tempo è cambiato, c’è stata una “involuzione” della cerimonia: da cerimonia nella quale il Paese celebrava se stesso esibendo la propria componente militare, è divenuta una sfilata di
realtà varie che con i militari hanno poco a che fare. E’ aperta dai sindaci, poi seguita dai militari e così via…- ricorda il generale Bertolini – Partendo dal presupposto che è difficile possa svolgersi un 2 giugno come gli anni precedenti, se non deve essere una realtà aperta solo ai militari, è l’occasione buona per celebrare i protagonisti della guerra attuale che vede dalla stessa parte medici, infermieri, militari, forze dell’ordine: più che un 2 giugno tradizionale, un 2 giugno in cui il Paese ringrazia questi eroi che si sacrificano per tutti».

«E’ una di quelle ricorrenze sicuramente destinate ad essere sospese a causa del distanziamento sociale e credo
che con queste norme dovremo misurarci a tempo indeterminato. Va archiviato tutto ciò che è sociale. E poi non c’è neanche il “mood” per festeggiare le ricorrenze, credo che il momento pesante e l’angoscia affoghino tutto. Certo, le festività religiose sono cose a parte, che ognuno vive in modo personale, anche se qualcuno ha archiviato anche l’augurio di buona Pasqua», aggiunge il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare, ora presidente Icsa, ente che si occupa dei temi della sicurezza, della difesa e dell’intelligence

«La Repubblica certamente è una cosa seria, da richiamare, ma non certo con tamburo e trombette – prosegue Tricarico – Ci sarà un messaggio, magari una corona ai caduti. Penso che in questo momento bisogna continuare a lavorare con le maniche rimboccate: c’è tutta una collettività che lavora, alcuni conosciuti come medici e infermieri e forze dell’ordine, altri meno conosciuti, che è bene che in questo momento continuino a stringere i
denti e ad andare avanti».

Contrario alla sfilata di forze dell’ordine e autorità è anche il generale Camporini. «Mi sembra chiaro che pensare di fare una sfilata sia quanto meno fantasioso, sicuramente ci saranno i messaggi delle autorità» ha detto Vincenzo Camporini. «Al di là del fatto che ci sia o meno un prolungamento della chiusura, l’allentamento non sarà totale ma estremamente graduale. Sicuramente ci saranno messaggi delle autorità che terranno conto della situazione, della necessità e dell’opportunità di dare il giusto merito».

(Fonte: Adnkronos)

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