L’idea: «Venetobond contro crisi da Covid-19»

«L’emergenza sanitaria si è già trasformata, per il Veneto, in una grave emergenza economica. Molte imprese hanno chiuso e altre stanno per chiudere, dato che il lockdown applicato in Italia (ben più rigido, ad esempio, di quello della Germania e di vari cantoni svizzeri) ha costretto all’inattività tante imprese e lavoratori, con il risultato che quanti avevano costantemente bisogno della cassa per poter sopravvivere non ce l’hanno fatta. Altre aziende hanno prospettive difficili perché i propri clienti stanno ora rivolgendosi altrove e perché l’impoverimento generale crea enormi difficoltà a chi prova a stare sul mercato. Tutto il settore turistico (si pensi a Venezia) continuerà a patire per lungo tempo le conseguenze di questa crisi globale». Inizia così il comunicato dell’associazione “Asenblea Nasionale Veneta”, che organizza un meeting Zoom mercoledì 15 aprile dalle ore 21 col prof. Marco Bassani, l’imprenditore Roberto Brazzale, il prof. Andrea Favaro, l’avvocato Renzo Fogliata, presidente di “Asenblea nasionale veneta”, i prof. Lottieri e Lovat.

«In tale quadro generale le istituzioni pubbliche faranno nuovi debiti, per andare incontro al sistema produttivo e nella convinzione che questo eviterà le conseguenza più disastrose della crisi di liquidità. Il debito pubblico pone seri problemi morali (“è lecito assumere impegni per le generazioni future?”) ed economici (“che prospettive ha un paese che è costretto a imporre alte imposte su famiglie e imprese per pagare gli interessi ai creditori?”), ma in questa congiuntura appare molto difficile evitare questo esito. Il Veneto deve allora cogliere l’opportunità della crisi per alzare la testa – prosegue la anota degli indipendentisti – . Se dobbiamo indebitarci, molto meglio degli eurobonds e dei bond italiani sarebbe bonds emessi dalla Regione Veneto».

«Gli eurobonds delineano una prospettiva cupa per il Veneto, poiché incarnano il progetto di un assistenzialismo comunitario che farebbe dell’intero Sud Europa un immenso Mezzogiorno che vive di sussidi. Pure un incremento del debito italiano è da scongiurare, dato che crea un ulteriore assoggettamento a Roma. I Venetobonds, invece, sarebbero garantiti da un’economia – la nostra – che ora è in ginocchio, ma che dispone della possibilità di rialzarsi. Sul mercato del credito, titoli garantiti da una delle regioni più dinamiche d’Europa avrebbero un rating di tutto rispetto: molto migliore del rating dei titoli di Stato nazionali. Il Veneto già nel 2017 ha votato massicciamente per una crescente capacità di autogovernarsi, dato che nella circostanza del referendum sull’autonomia i “sì” ottennero più voti di quelli ricevuti da tutte le forze politiche messe insieme in altre consultazioni. Anche in queste settimane, con il suo modello sanitario, il Veneto ha offerto una risposta molto migliore di quella data da altre aree del paese».

«Per varare i Venetobonds e ottenere un alto rating sul mercato internazionale, ovviamente, è necessario dare applicazione all’articolo 118 della Costituzione, che parla di principio di sussidiarietà. È necessario insomma rovesciare la piramide e far sì che il sistema fiscale sia regionalizzato, così che – sulla base di un patto nazionale – ogni realtà regionale sia chiamata a destinare a Roma una quota percentuale delle proprie entrate, ma fatto questo possa gestirsi nella massima autonomia, così da poter far fronte ai propri impegni assunti con i creditori. Se ora può essere necessario indebitarsi, è bene farlo entro un quadro di riforme che riconosca a ogni realtà la piena potestà impositiva – conclude la nota dell’associazione – , instauri una proficua concorrenza fiscale tra regioni e attribuisca loro un nuovo protagonismo.

I riferimenti per accedere ai 100 posti della meeeting Zoom sono Topic: Venetobonds, Time: Apr 15, 2020 21:00 Zurich, Meeting ID: 881 8525 9082, Password: 968926. In alternativa ci sarà la diretta Facebook sulla pagina Anv asenblea nasionałe veneta.

Ph. Facebook – Asenblea Nasionale Veneta

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