Librerie, cartolerie e altro: tutto quello che riapre il 14 aprile

Domani 14 aprile ci saranno alcune riaperture, anche se nella maggior parte dei casi le chiusure e i divieti continuano fino al 3 maggio. Ma vediamo nel dettaglio cosa sarà aperto e cosa no in quello che il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha definito «finto lockdown» o «lockdown soft».

Dal 14 aprile riapriamo cartolibrerie, librerie, negozi per neonati e bambini, riaperture che non valgono per due regioni: Lombardia e Campania, che si sono opposte alla misura.

Nel dettaglio, il Dpcm, prevede che riaprano  il «commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria’, il ‘commercio al dettaglio di libri» e il «commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati». Riprende, inoltre, l’uso delle aree forestali, per la produzione della legna, la fabbricazione dei pc, la silvicoltura, che si accompagna alla ripresa della produzione di fertilizzanti e prodotti chimici per l’agricoltura e a quella di utensileria manuale.

Riprende anche la produzione del sughero, ma anche degli articoli in paglia e i materiali da intreccio, le attività di riparazione e manutenzione di aerei e treni, oltre alla cura e manutenzione del paesaggio. Via libera anche alle opere idrauliche. Autorizzate anche le attività degli organismi internazionali, come l’Onu e le sue agenzie, proseguono anche le attività di call center,ma, a differenza del precedente Dpcm, scaduto per Pasquetta, viene
precisato, nel testo del decreto, che vengono consentite «in entrate (Inbound)» e comunque «nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati al presente decreto».

Ci sono poi regole più stringenti per chi arriva in Italia dall’estero, anche se per soggiorni brevi. Nel testo del Dpcm a si legge infatti che «chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, è tenuto a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco” una dichiarazione che indichi i motivi del viaggio (che devono essere sempre comprovate esigenze lavorative, necessità, salute)».

Inoltre i vettori e gli armatori dovranno acquisire e verificare la documentazione “provvedendo alla misurazione della temperatura dei singoli passeggeri e vietando l’imbarco se manifestano uno stato febbrile, nonché nel caso in cui la predetta documentazione non sia completa». Sono infine tenuti ad adottare le misure organizzative che assicurano in tutti i momenti del viaggio una distanza interpersonale di almeno un metro provvedendo anche, al momento dell’imbarco, a dotare i passeggeri, che ne risultino sprovvisti, dei dispositivi di protezione individuale. Lo stesso vale per chi debba fare ingresso in Italia per transiti e brevi soggiorni dovuti a motivi di lavoro».

(Fonte: Adnkronos)

 

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