Azienda Ospedaliera Verona, come contrastare l’allergia ai tempi del Covid-19

La USD di Allergologia mette a disposizione dei suoi pazienti e dei loro medici di famiglia la possibilità di usufruire di una consulenza telefonica

Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, 14 aprile 2020 – La pandemia legata alla diffusione del nuovo coronavirus ha cambiato il nostro modo di socializzare e non potrà essere sconfitta senza il senso di responsabilità di tutti, evitando luoghi pubblici e rimanendo a casa il più possibile, tuttavia le allergie non attendono la fine della pandemia.
Per questo motivo la USD di Allergologia dell’AOUI di Verona mette a disposizione dei suoi pazienti e dei loro medici di famiglia la possibilità di usufruire di una consulenza telefonica fino al termine dell’emergenza chiamando il numero 045 8126173 da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 15, o inviando una mail al seguente indirizzo: .

La Regione del Veneto ha disposto il rinvio di tutte le attività ambulatoriali elettive che non rivestano carattere di urgenza anche in regime di libera professione. Questa decisione determina certamente un disagio per i pazienti, ma è cruciale per vincere la battaglia contro il virus. La USD di Allergologia resta completamente attiva per le prestazioni urgenti giudicate non rinviabili. Appena sarà possibile l’attività ambulatoriale riprenderà regolarmente e le prenotazioni annullate verranno riprogrammate.

In questo periodo complesso e delicato per la gestione della salute pubblica, esiste il rischio che in qualche caso si ritardi il ricorso all’attenzione medica per sintomi allergici potenzialmente gravi come in caso di riacutizzazione asmatica o shock anafilattico da allergie a farmaci, alimenti o veleno di imenotteri. In caso di sintomi allergici gravi ed improvvisi bisognerà ovviamente rivolgersi subito al 118. Nel caso di un progressivo peggioramento di lievi sintomi allergici respiratori/cutanei bisognerà informare subito il proprio medico curante.

La USD di Allergologia è pienamente operativa per tutte le situazioni urgenti, avendo messo in atto tutte le precauzioni per prevenire il contagio. Nessuno deve trascurare sintomi allergici potenzialmente gravi e, se indicata dal medico curante con carattere di urgenza (priorità U o B), è possibile prenotare comunque una visita allergologica.

Per limitare l’accesso alla struttura ospedaliera esclusivamente a casi realmente urgenti e non differibili abbiamo attivato il suddetto servizio di consulenza telefonica sia per i pazienti che per i loro medici curanti che abbiano necessità di un consulto, un parere o un suggerimento terapeutico. Questo servizio non sostituisce in alcun modo il proprio medico di medicina generale, ma vuole essere di supporto ai pazienti allergici che, pur rimanendo a casa propria in una situazione difficile come questa, possano avere un diretto supporto specialistico.

Come ogni anno le temperature miti delle ultime settimane hanno fatto aumentare la concentrazione di polline nell’aria, favorendo i disturbi tipici dell’allergia primaverile. Chi è già a conoscenza della propria allergia riconoscerà facilmente i soliti disturbi quali occhi arrossati, palpebre gonfie, lacrimazione, prurito, congestione nasale, rinorrea, starnuti, tosse, dispnea. Ma questi sono anche sintomi comuni alla malattia del nuovo coronavirus e questo potrebbe confondere le idee e allarmare.

Uno dei sintomi più tipici di Covid-19, la febbre, non è presente nelle allergie primaverili. Con la giusta terapia i sintomi allergici spariscono mentre le forme infettive restano. Chi sa di essere allergico ai pollini e in questo momento accusa tosse e raffreddore deve iniziare la terapia prescritta dall’allergologo a base di antistaminici e corticosteroidi inalatori che riducono i sintomi. Chiaramente se dopo 4-5 giorni i disturbi non regrediscono o se è presente la febbre, dovrà contattare il proprio medico curante.

L’allergia ai pollini tuttavia si può sviluppare a tutte le età e se è la prima volta che si manifestano sintomi respiratori in questo periodo, chi non sa di essere allergico potrebbe più facilmente confonderli con quelli del coronavirus. Con tosse e raffreddore che fanno sospettare un’allergia respiratoria andrà contattato il proprio medico curante che potrà fare una diagnosi ed impostare una terapia. Con i farmaci indicati i sintomi allergici regrediscono in pochi giorni, mentre nelle forme infettive permangono.

In questo particolare periodo, tenere sotto controllo la propria allergia può contribuire a limitare il contagio sia per gli altri, riducendo tosse e starnuti, sia per sé stessi, diminuendo il rischio che il prurito induca a toccarsi naso e occhi.

Virus e asma non vanno d’accordo ed è per tale ragione che raccomandiamo agli asmatici di vaccinarsi ogni anno contro l’influenza. Tuttavia, un buon controllo dei sintomi limita il rischio di sviluppare una riacutizzazione infiammatoria dell’asma in caso di concomitante infezione virale. Per questo motivo non bisogna trascurare un eventuale peggioramento dei sintomi respiratori ed è molto importante non interrompere la terapia dell’asma basata su corticosteroidi inalatori che controllano l’infiammazione bronchiale, i sintomi e riducono le esacerbazioni.

Gli asmatici non hanno maggiori probabilità di essere infettati dal Covid-19 rispetto al resto della popolazione, ma in caso di asma, non ben controllata dalla terapia, hanno maggiori probabilità di sviluppare complicazioni respiratorie in caso di infezione. In particolare il controllo dell’asma è assolutamente necessario per evitare accessi a PS già pesantemente sovraccarichi.

I farmaci prescritti contro le allergie e l’asma (antistaminici, spray nasali, cortisonici inalatori, ecc.) non devono essere interrotti senza consultare prima il medico curante. Al momento nulla indica che le ridotte dosi di cortisone da inalare rappresentino un rischio in caso di contagio da Covid-19. Un’interruzione incontrollata dei farmaci è molto più pericolosa. È importante ribadire che i cortisonici inalatori rappresentano un presidio farmacologico importante per allergici ed asmatici e non hanno alcun effetto negativo né espongono a un maggior rischio di complicazioni da Covid-19.

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